Nuovo portale sulla previdenza complementare: cos’è e come funziona

Dal 20 maggio 2026 è online il nuovo Portale sulla previdenza complementare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La piattaforma è stata realizzata con la collaborazione di Mefop e del Consiglio Nazionale dei Giovani per aiutare cittadini, lavoratori e aziende a orientarsi tra fondi pensione, TFR, vantaggi fiscali e regole della previdenza integrativa.

Nel portale puoi trovare spiegazioni, strumenti interattivi, video, FAQ, riferimenti normativi e indicazioni sulle forme pensionistiche alle quali puoi aderire.

Ma può anche aiutarti a scegliere il fondo pensione più adatto?

Vediamo che cosa offre e come utilizzarlo al meglio.

Il nuovo portale sulla previdenza complementare in breve

Il Portale sulla previdenza complementare è uno spazio informativo istituzionale dedicato al cosiddetto secondo pilastro previdenziale, cioè alle forme pensionistiche che possono integrare la tua pensione pubblica.

Il portale:

  • spiega come funzionano i fondi pensione;
  • illustra le regole relative al TFR;
  • aiuta a capire a quali fondi puoi aderire;
  • raccoglie strumenti e servizi per cittadini e aziende;
  • mette a disposizione normativa, modulistica, video e FAQ;
  • pubblica aggiornamenti sulle novità previdenziali.

Perché è stato creato il Portale sulla previdenza complementare?

Il portale nasce con l’obiettivo di rendere più comprensibili e accessibili le informazioni sulla previdenza complementare.

Si inserisce nel Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro FSE+ 2021-2027 ed è stato sviluppato anche per accompagnare i cambiamenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di fondi pensione e destinazione del TFR.

Si tratta di un passaggio importante: le regole della previdenza complementare sono normate da leggi, regolamenti, contratti collettivi e documenti dei singoli fondi pensione. Riunire le informazioni principali in un unico spazio istituzionale può aiutare più persone a comprendere le proprie possibilità.

Il portale non sostituisce i siti della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), dell’INPS o dei singoli fondi pensione, ma li collega all’interno di un percorso più semplice da seguire.

Come è strutturato il Portale sulla previdenza complementare?

Il portale è suddiviso in quattro grandi aree:

  1. Cos’è la previdenza;
  2. A chi è rivolta;
  3. Normativa di riferimento;
  4. Comunicazione.

Vediamole una alla volta.

1. Cos’è la previdenza complementare?

La prima area raccoglie le informazioni fondamentali per chi si sta avvicinando per la prima volta ai fondi pensione.

Qui puoi approfondire:

  • che cos’è la previdenza complementare;
  • come funziona un fondo pensione;
  • quali costi possono essere applicati;
  • chi può aderire;
  • come funziona la destinazione del TFR;
  • quali sono i principali incentivi fiscali;
  • quali falsi miti circolano sui fondi pensione.

La previdenza complementare nasce per aiutarti a costruire una pensione aggiuntiva rispetto alla pensione obbligatoria (che ti arriva dall’INPS o dalle casse professionali), investendo i soldi che versi nel corso degli anni nel tuo fondo pensione.

In Italia esistono quattro tipologie di forme pensionistiche:

  • fondi pensione negoziali o chiusi (FPN)
  • fondi pensione aperti (FPA)
  • piani individuali pensionistici, chiamati anche PIP;
  • fondi pensione preesistenti.

I fondi negoziali sono generalmente destinati a specifiche categorie di lavoratori, perciò sono detti anche fondi di categoria, mentre i fondi pensione aperti e i PIP sono fondi di natura privata, collocati da banche, assicurazioni, poste, sim e sgr. I fondi preesistenti, invece, sono forme istituite prima dell’attuale disciplina della previdenza complementare. 

A proposito, la Legge che regolamenta i fondi pensioni italiani è il d.Lgs 252/2005.

A quale fondo pensione puoi aderire?

Una delle sezioni più interessanti del Portale è Dimmi chi sei e ti dirò a quale fondo puoi aderire, che serve proprio a capire quale tipologia di fondo puoi sottoscrivere in base al tuo inquadramento professionale.

Il portale divide gli utenti in cinque categorie:

Selezionando la categoria corrispondente alla tua situazione puoi capire quali tipologie di fondi sono accessibili e quali regole devi considerare.

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Per confrontare concretamente più fondi bisogna considerare anche altri elementi, come:

  • costi;
  • comparti di investimento che il fondo ha a disposizione;
  • la tua propensione al rischio;
  • l'orizzonte temporale per il tuo investimento, ossia quanto tempo manca al tuo pensionamento;
  • rendimenti storici;
  • la possibilità di ricevere un versamento aggiuntivo da parte del tuo datore di lavoro che noi in Ciao Elsa chiamiamo di "soldi gratis".

Non esiste infatti un fondo pensione migliore in assoluto: esiste quello più coerente con la situazione lavorativa, gli obiettivi e le esigenze della singola persona.

In questa sezione del portale troverai alcune informazioni utili per analizzare questi elementi singolarmente e uno spazio dedicato a sfatare alcuni dei falsi miti in materia di previdenza complementare.

Se pensi di aver bisogno di qualche elemento in più per chiarire i tuoi dubbi sulla possibilità di accedere ai soldi versati in un fondo prima della pensione, sui costi e i rendimenti dei fondi e sulla possibilità di ritirare il fondo 100% capitale al momento del pensionamento possiamo aiutarti con il nostro blog e le nostre sessioni di formazione personalizzate 1-to-1.

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2. A chi si rivolge la previdenza complementare?

La previdenza complementare non è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti.

I destinatari della previdenza complementare e, quindi, i potenziali aderenti dei fondi pensione sono tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi, attuali e futuri.

Infatti non è prevista un’età minima per accedere alla previdenza complementare e non è necessario aver già iniziato a lavorare, anzi i benefici fiscali che puoi ottenere sono tanto maggiori quanto più eri giovane al momento dell'adesione. Quello che devi tenere presente però è che a seconda della tua condizione lavorativa (dipendente del settore pubblico, del settore privato, lavoratore autonomo o inoccupato) le regole del gioco possono cambiare un po’, soprattutto se si parla di TFR e modalità di contribuzione.

Non è nemmeno necessario avere già iniziato a lavorare per aprire un fondo pensione. È possibile aderire anche per un figlio minorenne.

Iniziare presto può offrire più tempo per accumulare e investire i versamenti. Inoltre, più tempo trascorri nella previdenza complementare, minore sarà la tassazione che ti verrà applicata al momento del pensionamento (massimo 15% minimo 9%).

Cosa cambia a seconda del mio inquadramento professionale?

Dipendenti privati

Un dipendente del settore privato può generalmente finanziare il fondo attraverso:

  • contributi personali;
  • TFR maturando;
  • eventuale contributo del datore di lavoro.

Il diritto al contributo datoriale dipende dal contratto collettivo, dagli accordi applicabili e dal rispetto delle condizioni previste, come il versamento della quota minima a carico del lavoratore.

Lavoratori autonomi

Se, invece, sei un lavoratore autonomo non maturi un TFR e, pertanto, non potrai destinarlo ad un fondo pensione, ma potrai contribuire con dei versamenti volontari e portarli anche in deduzione (entro il tetto massimo di 5.300 € all'anno). In questo caso, se sei una P. IVA in regime forfettario sappi che non potrai dedurre i versamenti effettuati nel fondo pensione, ma avrai diritto a un'esenzione dalla tassazione finale al momento del pensionamento sugli importi non dedotti.

Pensionati

Se sei già in pensione e non hai ancora richiesto la prestazione finale al tuo fondo pensione, potrai continuare ad effettuare versamenti volontari. In questo caso, potrai comunque beneficiare della deduzione fiscale sugli importi versati in previdenza complementare, ottenendo un abbattimento del tuo imponibile IRPEF. 

Persone senza reddito da lavoro

Anche se non lavori o non hai ancora iniziato a lavorare puoi aprire un fondo pensione e versarci dei soldi. In questo caso però, se non hai redditi IRPEF (ad esempio redditi da affitto di immobili non in cedolare secca) non potrai portare in deduzione i versamenti effettuati. 

Se sei un genitore e vuoi aprire un fondo pensione per tuo figlio o per un'altra persona fiscalmente a tuo carico, sappi che potrai portare tu in deduzione i versamenti, ma sempre entro il limite di 5.300 € per persona pagante. Insomma, se apri il fondo per te e anche per un familiare fiscalmente a carico non avrai a disposizione 10.600 € all'anno per dedurre, ma solo 5.300 € da usare cumulativamente per te e per lui/lei.

Qui trovi il nostro articolo dedicato a come gestire il fondo pensione per i tuoi figli.

I contenuti per aziende e datori di lavoro

Il portale non è rivolto soltanto ai cittadini.

L’area dedicata ai datori di lavoro e agli operatori contiene informazioni sulle misure compensative riconosciute alle aziende che destinano il TFR maturando dei dipendenti alla previdenza complementare o al Fondo di Tesoreria INPS.

Tra queste rientrano, al verificarsi delle condizioni previste:

  • deduzioni dal reddito d’impresa;
  • esoneri contributivi;
  • il venir meno dell’obbligo di rivalutare il TFR conferito all’esterno dell’azienda.

La stessa sezione rimanda inoltre alla documentazione tecnica, alle statistiche e ai materiali per gli operatori pubblicati dalla COVIP.

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Gli strumenti per i cittadini

In questa area tematica troverai due sezioni: una dedicata ai cittadini, una dedicata alle aziende.

La prima è dedicata agli iscritti e potenziali aderenti ai fondi pensione e richiama alcuni strumenti che possono esserti utili per orientarti nel mondo della previdenza, come il simulatore di pensione sviluppato dall’INPS, un quadro riepilogativo dei diritti e dei benefici connessi all’adesione ad un fondo pensione e una spiegazione delle tutele in materia di previdenza complementare

Nella sezione dedicata alle aziende e ai datori di lavoro, invece, troverai una spiegazione dei vantaggi e delle misure compensative previste per il versamento del TFR dei tuoi dipendenti in forme di previdenza complementare.

Il viaggio nel mondo della previdenza

Il portale contiene anche un’infografica interattiva che accompagna l’utente lungo le principali fasi del rapporto con un fondo pensione.

Il percorso parte dalla ricerca delle informazioni e prosegue attraverso:

  1. scelta e adesione al fondo;
  2. destinazione del TFR;
  3. versamenti;
  4. gestione della posizione;
  5. richiesta di anticipazioni;
  6. riscatto, RITA o prestazione pensionistica finale.

Per ogni fase vengono indicati gli approfondimenti e i documenti da consultare.

È una sezione particolarmente utile per capire che il fondo pensione non è una scelta da fare una sola volta e poi dimenticare. Nel tempo può essere necessario controllare i versamenti, rivalutare il comparto di investimento, aggiornare i beneficiari o verificare se il fondo è ancora adatto alle proprie esigenze.

3. Qual è la normativa di riferimento? 

La terza area del portale raccoglie:

  • normativa nazionale;
  • normativa europea;
  • regole sulla vigilanza;
  • modulistica e adempimenti.

Nel corso degli anni la normativa in materia di previdenza complementare si è stratificata, una legge dopo l’altra, un decreto dopo l’altro, ma il testo di riferimento per antonomasia è il D.Lgs. 252/2005. Questo decreto definisce le regole del gioco dei fondi pensione per quanto riguarda: 

  • Anticipazioni: ossia la possibilità di prelevare, entro limiti ben definiti, del denaro dai fondi pensione prima del pensionamento e senza chiudere il fondo.
  • Trasferimenti: lo strumento che ti consente di riunire due fondi, preservando la data di prima adesione alla previdenza complementare. 
  • Riscatti: una modalità con la quale, al ricorrere di alcune condizioni, puoi chiudere e liquidare il fondo prima del pensionamento, perdendo però la tassazione agevolata. 
  • Contribuzione: se sei un lavoratore dipendente hai diritto ad ottenere dei versamenti aggiuntivi da parte del tuo datore di lavoro, nonché destinare il TFR ad un fondo pensione. Se, invece, sei un lavoratore autonomo dovrai contribuire solo con il tuo risparmio personale al fondo pensione, ma potrai beneficiare comunque di alcune agevolazioni fiscali.
  • Agevolazioni fiscali: deducibilità degli importi versati, tassazione agevolata al momento della chiusura del fondo pensione per pensionamento.

La Manovra di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità per quanto riguarda l’adesione automatica per i neo assunti, nuove modalità di ritiro al momento del pensionamento e la tanto discussa portabilità del contributo datoriale, che modificano parzialmente l’assetto introdotto dal decreto. 

Le novità sui fondi pensione nel 2026

Una parte importante del portale è dedicata alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Tra le principali modifiche, operative già a partire dal 1° luglio 2026, troviamo:

Tra le altre novità introdotte dalla manovra di bilancio, ma non ancora operative, c'è anche la portabilità del contributo datoriale. La L. 199/2025 ha previsto la possibilità, dopo due anni di adesione al fondo di categoria con TFR e accordo datoriale, di trasferire la tua posizione in un FPA o in un PIP continuando a percepire il contributo del tuo datore di lavoro.

L'entrata in vigore della portabilità, inizialmente prevista per il 1° luglio, è stata posticipata al 31 ottobre 2026, ma al momento mancano due cose per la sua piena operatività: i decreti attuativi della Covip e la risoluzione dell'acceso dibattito che la circonda e che ha coinvolto le parti sociali.

Se vuoi capire nel dettaglio che cosa è cambiato e quali regole sono rimaste uguali, puoi leggere la nostra guida alle novità sui fondi pensione del 2026.

4. Notizie, video, glossario e FAQ

L’ultima area tematica è quella dedicata alla comunicazione nella quale troverai, oltre ad una descrizione del progetto che ha portato alla creazione del portale, una guida interattiva alla previdenza complementare, dei contenuti multimediali e una sezione con un Glossario e le FAQs utili per conoscere meglio la previdenza complementare.

La sezione multimediale contiene anche alcune video-pillole dedicate alla navigazione del portale, alla definizione di previdenza complementare e ai suoi destinatari.

Come usare il portale in modo utile

Per sfruttarlo al meglio puoi seguire questo percorso:

  1. parti dalla sezione “Cos’è la previdenza” se non hai ancora chiaro come funziona un fondo pensione;
  2. seleziona la tua categoria lavorativa per capire a quali forme puoi aderire;
  3. utilizza gli strumenti INPS per avere un’indicazione sulla tua pensione pubblica futura;
  4. consulta costi, documenti e dati ufficiali dei fondi;
  5. confronta le opzioni disponibili;
  6. definisci quanto versare e quale livello di rischio è coerente con il tuo orizzonte temporale;
  7. valuta un supporto professionale in presenza di dubbi o situazioni più complesse.

Un nuovo passo verso una maggiore cultura previdenziale

Da appassionati di previdenza complementare, non possiamo che considerare positiva la nascita di uno spazio istituzionale interamente dedicato a fondi pensione, TFR e pianificazione previdenziale.

La disponibilità di informazioni più accessibili può aiutare un numero maggiore di persone a comprendere per tempo come funziona il proprio futuro pensionistico.

Informarsi, però, è soltanto il primo passo.

Dopo aver compreso le regole, bisogna applicarle alla propria situazione: verificare l’eventuale contratto collettivo, confrontare i fondi accessibili, scegliere quanto versare e individuare il comparto di investimento più coerente.

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Domande frequenti sul Portale della previdenza complementare

Qual è il sito ufficiale della previdenza complementare del Ministero?

Il portale ufficiale si trova all’interno del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed è online dal 20 maggio 2026.

Il portale indica quale fondo pensione scegliere?

Il portale aiuta a capire a quali tipologie di fondo puoi aderire in base alla tua situazione. Non elabora però una classifica personalizzata dei singoli fondi pensione.

Nel portale posso calcolare la mia pensione?

Il portale rimanda al simulatore “La mia pensione futura” disponibile sul sito dell’INPS. Non calcola direttamente la pensione pubblica all’interno della piattaforma. Nel caso in cui tu sia un libero professionista iscritto ad una Cassa di previdenza professionale, non potrai effettuare una simulazione della tua pensione sul sito INPS, ma dovrai fare riferimento agli strumenti che ti mette a disposizione il tuo ente previdenziale.

Il portale contiene informazioni sul TFR?

Sì. Sono presenti contenuti sulla destinazione del TFR, sull’adesione automatica alla previdenza complementare e sugli adempimenti previsti per lavoratori e datori di lavoro.

Chi può aderire a un fondo pensione?

Possono aderire lavoratori dipendenti pubblici e privati, autonomi, liberi professionisti, persone con contratti atipici e anche soggetti che non percepiscono redditi da lavoro.

Link utili e approfondimenti

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