Deduzione fondo pensione 2026: novità, limiti e quanto puoi dedurre

Dopo quasi vent’anni, con la Manovra di Bilancio 2026, è stato modificato e innalzato il plafond di deducibilità annua disponibile nei fondi pensione. 

Infatti, si è passati dalla vecchia e complicata cifra di 5.164,57 € (i vecchi dieci milioni di Lire) a 5.300 €

L’incremento non è particolarmente consistente. Si tratta infatti di un innalzamento di 135,43 €, ma è un segnale di incentivo ulteriore alla previdenza complementare.

 

Cos’è la deduzione fiscale

La deduzione non deve essere confusa con la detrazione. 

  • La detrazione è come uno sconto applicato sulle tasse effettivamente dovute. Per esempio, alcune spese, come quelle sanitarie, godono di una detrazione del 19%. Quindi, chi ha speso 2.000€ in spese mediche detraibili potrà “scontare” dalle tue tasse 380€, ovvero il 19% di 2.000€. La detrazione si applica dopo aver calcolato le imposte e le riduce di una cifra fissa.
  • La deduzione, invece, agisce a monte, cioè sull’imponibile che è soggetto all’IRPEF ed opera come un vero e proprio abbattimento dell’imponibile IRPEF.  

IRPEF è l’acronimo di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche ed è un’imposta che pagano tutti coloro che percepiscono un reddito da lavoro, da pensione o altro. Sono esclusi dal pagamento dell’IRPEF i lavoratori con P.IVA in regime forfettario. 

L’IRPEF si paga in modo progressivo: chi guadagna di più paga di più

Vediamo come in dettaglio.

Fino allo scorso anno e, quindi, anche per i redditi relativi al 2025, le aliquote IRPEF erano 3. La prima del 23% veniva applicata sui redditi lordi fino a 28.000€, la seconda del 35% veniva applicata sui redditi percepiti oltre i 28.000€ ed entro i 50.000€, mentre la terza, ovvero il 43%, veniva applicata sui redditi percepiti da 50.000€ in su.

tabella scaglioni irpef 2025

Esempio: prendiamo un lavoratore con imponibile IRPEF di 53.000€. 

  • sui primi 28.000 € ha pagato il 23% = 6.440 €;
  • sui successivi 22.000 € ha pagato il 35% = 7.700 €;
  • sugli ultimi 3.000 € ha pagato il 43% = 1.290 €.

In totale, questo lavoratore lo scorso anno ha pagato 15.430 € di IRPEF.

Applicando l’esempio di detrazione che abbiamo visto prima (19% su 2000€ di spese mediche), questo lavoratore avrà pagato 15.430€ - 380€ = 15.050€. 

Nel caso in cui, invece, il lavoratore abbia anche versato 2.000€ nel suo fondo pensione, il reddito imponibile, cioè la base stessa su cui si calcola l’IRPEF passa da 53.000 a 51.000 € e l’IRPEF dovuto da questo lavoratore passa da 15.430 € a 14.570€.

Di conseguenza, tenendo conto anche della detrazione sulle spese mediche, dovrà allo Stato 14.570€ - 380 € =  14.190€. 

I cambiamenti del 2026: le aliquote IRPEF 

Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono cambiati, o meglio, è cambiata l’aliquota del secondo scaglione, che è stata abbassata dal 35% al 33%

Il secondo è lo scaglione per i redditi percepiti oltre i 28.000€ ed entro i 50.000€. Gli altri due scaglioni, quello del 23% e quello del 43%, sono rimasti invariati. 

tabella scaglioni irpef 2026

I cambiamenti del 2026: il tetto massimo di deducibilità 

Come abbiamo accennato all’inizio del nostro articolo, fino al 2025 era possibile dedurre ogni anno nel proprio fondo pensione fino a 5.164,57 €. 

Dal 2026, invece, il tetto massimo di deducibilità annua è stato aumentato a 5.300€. Qui di seguito, vediamo in dettaglio com’è cambiato il recupero fiscale massimo possibile, scaglione per scaglione, dall’anno scorso a quest’anno.  

confronto tabella irpef 2025 2026

I cambiamenti del 2026: il tetto dell’extra-deducibilità 

La cosiddetta “extra-deducibilità” consente di superare il limite annuo di deducibilità ordinaria, ma per beneficiarne bisogna possedere due requisiti:

  • Non aver contributi previdenziali versati prima del il 1° gennaio 2007, in alcuna cassa di previdenza obbligatoria;
  • Avere un fondo pensione con il quale, nei primi 5 anni di apertura, non è stato dedotto ogni anno l’importo massimo deducibile, ma importi inferiori o addirittura nulla. 

Se rientri nei requisiti, dalla sesta alla 25esima annualità del tuo fondo pensione, si può dedurre quanto non è stato dedotto nei primi 5 anni, alzando il tetto di deducibilità annua da 5.300€ a 7.950€.  

Fino allo scorso anno, invece, il tetto dell’extra-deducibilità portava il limite da 5.164€ fino a 7.746,86 €, aggiungendo alla deduzione ordinaria il tetto non utilizzato nei primi cinque anni.

Cosa si può dedurre e come farlo

Di seguito riportiamo cosa è possibile dedurre:

  • I contributi volontari versati dal proprio conto corrente con bonifico o SDD. Per ottenere questa deduzione bisogna rendicontare questi versamenti nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Per le partite IVA forfettarie, invece, non essendoci deduzione, è possibile dichiarare al proprio fondo pensione che non si è dedotto quanto versato, compilando il modulo apposito, chiamato modulo dei contributi non dedotti.

  • Le percentuali di accordo datoriale nei fondi di categoria o nei fondi con accordi aziendali (sia la percentuale del dipendente sia quella del datore di lavoro rientrano nei 5.300€ all’anno disponibili per dedurre). Vediamo in dettaglio come funziona:
    • tu versi una piccola percentuale della tua RAL;
    • l’azienda aggiunge un nuovo contributo aggiuntivo.

Prendiamo ad esempio un lavoratore con 30.000 € di RAL inquadrato come dipendente del CCNL Terziario-Commercio che oltre a versare il TFR nel fondo (di categoria o in accordo aziendale) versa anche: 

  • versa lo 0,55% della RAL (165 € annui); percentuale minima aumentabile.
  • riceve dall’azienda l’1,55% della RAL (465 € aggiuntivi)

Il totale di 620 € (165€ + 465€) viene dedotto direttamente in busta paga. Mentre il TFR non rientra nel limite di plafond deducibile.

  • Welfare aziendale e Premio di risultato questi possono essere versati in previdenza complementare, dedotti (flexible benefit) o addirittura aggiunti al plafond dei 5.300€ (premio di risultato). Per tutti i dettagli, ecco il nostro articolo di approfondimento dedicato

Link utili e approfondimenti

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