La mia pensione futura: come funziona il servizio INPS per stimare il calcolo del tuo assegno previdenziale

La pianificazione della pensione rappresenta uno dei momenti più delicati della vita lavorativa. Sapere in anticipo quale sarà l’importo della propria pensione consente non solo di programmare il futuro, ma anche di prendere decisioni strategiche relativamente a

  • la gestione del proprio percorso lavorativo, 
  • il proprio risparmio e 
  • l’attivazione (o meno) di un fondo pensione integrativo. 

Per supportare i cittadini in questo compito, l’INPS ha sviluppato il servizio “La mia pensione futura”, uno strumento digitale che permette di simulare in modo semplice e personalizzato l’accesso alla pensione al termine dell’attività lavorativa.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio come funziona il servizio, a chi si rivolge, quali ipotesi sottendono le simulazioni, quali aggiornamenti recenti sono stati introdotti e quali strategie possono essere utili alla pianificazione previdenziale.

Cos’è “La mia pensione futura”

“La mia pensione futura” è un servizio online dell’INPS pensato per offrire ai cittadini una stima del proprio assegno pensionistico basata su età, reddito dichiarato e contributi versati dal lavoratore, effettivi e prospettici. 

Non si tratta di un dato certo o ufficiale, ma consente di accedere ad uno strumento di simulazione che utilizza la normativa vigente e la storia contributiva del lavoratore per consentire al cittadino di prevedere e comprendere quale potrebbe essere la propria pensione, permettendo di adottare scelte consapevoli sul proprio futuro economico.

Purtroppo il servizio non è a disposizione di tutti i lavoratori ma è pensato per gli iscritti alla gestione INPS, con alcune specificità. Possono infatti accedere alla simulazione:

  • i lavoratori con contribuzione versata al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ma esclusivamente del settore privato. Purtroppo, il simulatore non è disponibile per i dipendenti del pubblico impiego a cui consigliamo, eventualmente, di rivolgersi agli uffici preposti presso le loro sedi di riferimento per ottenere informazioni relative alla loro posizione pensionistica. 
  • i lavoratori con contribuzione versata alla Gestione Separata, ad esempio i liberi professionisti senza cassa previdenziale;
  • gli iscritti alla Gestione Dirigenti di aziende industriali;
  • i lavoratori con contribuzione versata ad altri fondi e gestioni sempre però amministrate dall’INPS.

Presta però attenzione: se rientri in una delle categorie sopra indicate, ma in passato hai versato contributi, anche solo per pochi mesi, a una diversa cassa previdenziale, la simulazione potrebbe non essere disponibile

È il caso, ad esempio, di chi ha svolto lavori nel mondo dello spettacolo (teatro, cinema, televisione, ecc.) i cui contributi, fino al 2011, venivano versati all’ENPALS (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo). Nonostante l’ENPALS sia stata poi incorporata nell’INPS, per chi ha contributi versati in questa cassa la simulazione non è attualmente disponibile.

In questo caso, l’alternativa potrebbe essere quella di rivolgersi direttamente agli enti previdenziali coinvolti, alle sedi territoriali INPS o al patronato di fiducia

Come funziona il servizio

Il funzionamento di “La mia pensione futura” è molto semplice. Una volta effettuato l’accesso tramite SPID, CIE o CNS, il servizio consente innanzitutto di visualizzare la tua situazione attuale, cioè di controllare i contributi accreditati in INPS.

Nello specifico, il servizio ti permette di visualizzare innanzitutto un grafico della contribuzione ai fini pensionistici. In esso saranno riportate le settimane valide per il diritto alla pensione, considerando che 52 settimane corrispondono a un anno, e la retribuzione associata ai rispettivi periodi di riferimento. 

grafico contribuzione la mia pensione futura inps

Inoltre, avrai accesso all’attuale importo del montante contributivo, ossia la somma dei contributi versati e della rivalutazione ad essi applicata nel tempo, utile per avere un’idea dell’attuale “base” su cui in futuro verrà calcolata la pensione proprio perché la precisione della simulazione dipende direttamente dalla completezza della storia contributiva inserita.

È possibile, inoltre, consultare la sezione “Dettaglio del montante contributivo”, che presenta una tabella riepilogativa nella quale, anno per anno, puoi verificare:

  • il reddito di riferimento, ossia la base imponibile sulla quale viene calcolata la contribuzione dovuta per quell’anno;
  • l’aliquota contributiva applicata, cioè la percentuale utilizzata per determinare l’importo dei contributi;
  • la contribuzione effettivamente versata nell’anno, risultante dall’applicazione dell’aliquota al reddito di riferimento;
  • il montante contributivo maturato, dato dalla somma dei contributi accreditati e della rivalutazione riconosciuta nel periodo.
dettaglio montante contributivo la mia pensione futura inps

Una volta verificata la propria situazione contributiva, è possibile cliccare sul pulsante “Simulazione Pensione” e avviare la vera e propria simulazione dell’assegno previdenziale.

Se l’utente è donna e ha iniziato a lavorare dopo il 1996, rientrando quindi nel metodo di calcolo della pensione interamente contributivo, il sistema richiede alcune informazioni aggiuntive. In particolare viene chiesto se si hanno figli e se si intende tenerne conto ai fini pensionistici, scegliendo tra due diverse opzioni:

  • anticipare l’uscita pensionistica, con una riduzione dell’età di accesso pari a 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 12 mesi complessivi;
  • aumentare l’importo della futura pensione, attraverso l’innalzamento del coefficiente di trasformazione, ossia il parametro che, applicato al montante contributivo finale, determina l’importo annuo della pensione. Un coefficiente più elevato comporta un assegno pensionistico più alto, a parità di contributi versati.

Completato questo eventuale passaggio, il sistema mostra la previsione della pensione futura. Vediamo nel dettaglio quali informazioni vengono rese disponibili.

Data di pensionamento

In base alle ipotesi di uscita pensionistica, il simulatore consente di visualizzare:

  • due scenari, se rientri nel sistema retributivo o misto, ossia se hai iniziato a lavorare prima del 1996. In questo caso le opzioni mostrate sono generalmente le seguenti:

    • Opzione “Vecchiaia”
      È la forma di pensionamento legata al raggiungimento di una determinata età anagrafica, attualmente fissata a 67 anni, con il rispetto di un requisito contributivo minimo (20 anni). Occorre però prestare attenzione: il sistema pensionistico italiano prevede l’adeguamento automatico dei requisiti d’accesso alla pensione alla speranza di vita. Già dal 2028, ad esempio, il requisito anagrafico salirà a 67 anni e 3 mesi. Il simulatore tiene conto di questo meccanismo e, di conseguenza, l’uscita pensionistica visualizzata potrebbe essere collocata oltre i 67 anni oggi previsti.

    • Opzione “Anticipata” (non sempre disponibile)
      Si tratta di una modalità di pensionamento basata esclusivamente sugli anni di contribuzione maturati, indipendentemente dall’età anagrafica. Attualmente è prevista al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne. Anche questo requisito è soggetto all’adeguamento alla speranza di vita e potrebbe quindi slittare nel tempo.

      La finestra “Anticipata” non viene visualizzata se il perfezionamento dei requisiti contributivi avverrà dopo la data stimata per la pensione di vecchiaia.

  • fino a due scenari ma scelti tra quattro scenari possibili, se hai iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 e rientri tra i contributivi puri. In questo caso il simulatore può mostrare le seguenti opzioni:

    • Opzione “Vecchiaia”
      Funziona secondo le stesse regole descritte in precedenza, ma con un requisito aggiuntivo: è necessario aver maturato un montante contributivo sufficiente a generare una pensione pari o superiore all’importo annuo dell’assegno sociale. Attualmente tale soglia è pari a 7.101,12 € annui.

    • Opzione “Anticipata” (versione ordinaria)
      Corrisponde alla pensione anticipata basata sugli anni di contribuzione, già descritta. Anche in questo caso l’opzione non viene visualizzata se l’accesso avverrebbe dopo la finestra di pensione di vecchiaia.

    • Opzione “Anticipata contributiva”
      Si tratta di un’altra finestra disponibile ma nel simulatore viene indicata semplicemente come “Anticipata”, generando confusione con la versione ordinaria, descritta sopra. È però facilmente riconoscibile perché, nella quasi totalità dei casi, consente l’uscita circa tre anni prima rispetto alla pensione di vecchiaia.

      Attualmente è accessibile a 64 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, a condizione che l’importo della pensione annua sia pari o superiore a tre volte l’assegno sociale, ossia 21.303,36 € annui (7.101,12 € × 3).

      Proprio per questo motivo, l’opzione non viene visualizzata se la pensione stimata risulta inferiore a 21.303,36 € annui, equivalenti a circa 1.630 € lordi mensili.

    • Opzione “Vecchiaia contributiva”
      È una casistica meno frequente e compare quando una persona risulta inoccupata al momento della simulazione, ha versato contributi limitati nel corso della vita lavorativa e non ipotizza ulteriori versamenti futuri. Attenzione al fatto che, anche in questo caso, viene semplicemente visualizzata come “Vecchiaia” (da non confondere con la vecchiaia standard).

      Questa forma di pensionamento è prevista per chi non ha 20 anni di contributi non riesce a raggiungere la pensione di vecchiaia ordinaria ma ha almeno 5 anni di contributi e raggiunge un’età attualmente fissata a 71 anni, anche in questo caso soggetta agli adeguamenti legati alla speranza di vita.

Importo pensione mensile e l’ultima retribuzione stimata

Successivamente, il simulatore procede con la stima degli importi economici, fornendo alcune informazioni fondamentali per valutare l’adeguatezza della pensione futura. In particolare vengono indicati:

  • l’importo lordo stimato della pensione, espresso a moneta costante, cioè senza tener conto degli effetti dell’inflazione nel tempo;

  • l’importo lordo dell’ultima retribuzione, utile per confrontare il reddito da lavoro con l’assegno pensionistico e valutare il livello di sostituzione del reddito al momento del pensionamento. 

Per interpretare correttamente i risultati restituiti dal simulatore, è però fondamentale soffermarsi sulle ipotesi alla base delle stime, che incidono in modo significativo sull’importo finale della pensione simulata.

  • Continuità lavorativa: il simulatore assume un percorso lavorativo continuo fino ai 66-70 anni, a seconda del profilo dell’utente. In un mercato del lavoro caratterizzato da contratti temporanei e periodi di inattività, questa ipotesi può portare a sovrastimare l’importo della pensione. Per questo motivo, il servizio consente di inserire eventuali interruzioni dell’attività lavorativa.

  • Crescita salariale: per default, il simulatore considera una crescita reale dello stipendio dell’1,5% annuo. Questo valore rappresenta una proiezione positiva, che può non corrispondere alla realtà di tutti i lavoratori. Il servizio consente comunque di ipotizzare una crescita compresa tra lo 0% e il 5% annuo, permettendo simulazioni più prudenti o più ottimiste.

  • Rivalutazione dei montanti contributivi: il calcolo dell’assegno pensionistico considera la rivalutazione dei contributi versati, basata sulle stime di crescita futura del PIL. Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato stima un incremento medio annuo dell’1% tra il 2028 e il 2070, ma tali previsioni possono differire dall’andamento economico reale.

  • I coefficienti di trasformazione del montante contributivo sono aggiornati biennalmente e determinano la conversione dei contributi in pensione. Le simulazioni per il biennio 2025-2026 tengono conto del DM 20 novembre 2024, assicurando stime allineate alla normativa vigente. Ecco i coefficienti del biennio 25/26:
tabella coefficienti trasformazione biennio 2025-2026

Tasso di sostituzione lordo

Si tratta del rapporto tra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio percepito. Questo indicatore permette di comprendere quale sarà il livello di “copertura” rispetto al reddito precedente al momento del pensionamento.

Si tratta di un dato sintetico ma molto rilevante, perché ti consente di valutare se la prospettiva di percepire il 50%, il 60% o il 70% dell’ultimo stipendio è coerente con le aspettative che avevi sulla tua futura pensione e con la possibilità di mantenere il tuo stile di vita una volta raggiunto il pensionamento.

Uno dei punti di forza de “La mia pensione futura” è la possibilità di costruire scenari multipli (funzione Scenari simulazione) aggiungendo ipotesi come:

  • una sospensione lavorativa
  • l’effetto di un riscatto di laurea
  • la ripresa dell’attività lavorativa
  • la modifica della tipologia orario di lavoro (part-time/full-time).

Questi strumenti consentono di valutare le conseguenze di scelte professionali diverse e di pianificare eventuali strategie di previdenza complementare.

Esempio di simulazione

tabella esempio calcolo simulazione la mia pensione futura inps

L’immagine riporta un esempio di simulazione

Il primo elemento che salta all’occhio è il confronto tra due diverse finestre di uscita: la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata contributiva

La differenza temporale tra le due opzioni è di circa tre anni, un dato che consente di riconoscere immediatamente la natura delle due ipotesi di pensionamento.

Gli importi della pensione mensile e dell’ultima retribuzione di riferimento sono espressi a moneta costante, cioè senza tenere conto degli effetti dell’inflazione nel tempo. In questo modo, le cifre mostrate hanno lo stesso potere d’acquisto della data attuale, assunta come riferimento per la simulazione. 

È inoltre importante ricordare che si tratta di valori lordi: al momento dell’erogazione della pensione sarà applicato il normale regime fiscale IRPEF, che prevede un’imposizione progressiva, con aliquote crescenti all’aumentare del reddito.

tabella scaglioni IRPEF 2026

Osservando infine il tasso di sostituzione, ossia il rapporto tra l’importo della pensione e l’ultima retribuzione, emerge con chiarezza la differenza tra le due ipotesi di uscita

Nel caso di pensionamento anticipato, il tasso si colloca poco sopra il 50%, mentre con l’uscita per vecchiaia, grazie agli ulteriori anni di contribuzione, sale a circa il 62%.

Nel complesso, questa panoramica consente di comprendere immediatamente come, per mantenere invariato il proprio tenore di vita al momento del pensionamento, valutare strumenti di risparmio previdenziale integrativo, come i fondi pensione, non rappresenti una scelta accessoria o “di lusso”, ma una reale necessità per molti lavoratori.

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Gli aggiornamenti più recenti del servizio

Nel 2026 il servizio è stato recentemente aggiornato per consentire la simulazione sulla base dello scenario demografico ISTAT mediano (base 2024), riportato nella “Nota di aggiornamento del 26° rapporto 2025” del Ministero dell’Economia e delle Finanze. 

La simulazione considera inoltre:

  • i tassi annui di capitalizzazione per la rivalutazione dei montanti contributivi comunicati fino all’anno 2025 dall’ISTAT;
  • la rideterminazione biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo prevista dal DM 20 novembre 2024 per il biennio 2025-2026. Questi coefficienti determinano l’ammontare della pensione della quota contributiva e sono fondamentali per stimare correttamente l’assegno futuro.

In conclusione

“La mia pensione futura” rappresenta un punto di riferimento indispensabile per chi vuole affrontare il tema della previdenza con consapevolezza. Pur trattandosi di una simulazione, offre strumenti avanzati per analizzare scenari differenti, valutare l’impatto di scelte professionali, finanziarie e strategie di lungo periodo.

L’approccio più prudente consiste nel considerare la pensione stimata come indicativa, semmai considerandola come sovra stimata e integrando la previdenza con strumenti complementari, come l’apertura di un fondo pensione. 

In questo modo, il cittadino può ridurre il rischio di trovarsi una “brutta sorpresa” al momento del pensionamento e pianificare un futuro economico più sereno e stabile.

In definitiva, l’utilizzo regolare del servizio e l’analisi critica delle simulazioni consentono di trasformare un numero su uno schermo in una strategia previdenziale concreta, adeguata alla propria carriera, al mercato del lavoro e alle esigenze personali.

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Link utili e approfondimenti

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