
In breve
La pensione anticipata contributiva permette ai lavoratori che rientrano nel sistema contributivo puro di andare in pensione a partire dai 64 anni, quindi prima della pensione di vecchiaia, a determinate condizioni. Nel 2026 sono necessari almeno 20 anni di contributi e una pensione futura di importo almeno pari a 3 volte l’assegno sociale, cioè 21.303 € annui. Per le lavoratrici madri la soglia economica è ridotta a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e a 2,6 volte con due o più figli.
Pensione anticipata contributiva
In Ciao Elsa sappiamo bene che il mondo delle pensioni può sembrare un labirinto di leggi, date e calcoli infiniti. Spesso ci si sente persi tra i termini tecnici, ma oggi vogliamo fare chiarezza su una finestra di pensionamento disponibile per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995: la pensione anticipata contributiva.
Per capire il funzionamento di questa finestra, facciamo un breve recap delle diverse opzioni di pensionamento disponibili in Italia e delle differenze tra di loro.
È necessario utilizzare come spartiacque il 1/1/1996, data di entrata in vigore della Legge Dini, che ha sancito il passaggio dal metodo di calcolo retributivo a quello contributivo. Con questo nuovo metodo la pensione non viene più calcolata in base agli stipendi degli ultimi anni, ma ai contributi versati nell'arco di tutta la vita lavorativa.
L’entrata in vigore della Legge Dini, però, non ha determinato un abbandono totale del metodo retributivo, che continua ad operare “pro rata” per i cosiddetti "lavoratori misti" (chi ha iniziato prima del 1996). Chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996, invece, appartiene interamente al sistema contributivo, sia per quanto riguarda il calcolo, sia per le finestre di pensionamento disponibili.
Quali sono le finestre a disposizione di tutti per accedere alla pensione?
L’attuale sistema pensionistico prevede due finestre principali disponibili per tutti i lavoratori (misti e contributivi puri):
- Pensione di Vecchiaia: richiede 67 anni di età (nel 2026) e 20 anni di contributi. Per i contributivi puri, l'importo deve essere almeno pari all’assegno sociale (7.101 € nel 2026). I lavoratori misti, invece, quando l’importo della pensione è molto basso, possono ottenere la pensione minima. In questo modo l’INPS integrerà la pensione spettante fino a raggiungere le soglia minima stabilita dalla legge.
- Pensione Anticipata Ordinaria: basata solo sugli anni di contributi versati e richiede nel 2026:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Prevede, inoltre, una "finestra mobile" di 3 mesi per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi e di 9 mesi per i dipendenti pubblici. Una volta maturati i requisiti richiesti, sarà necessario attendere questa finestra prima di iniziare a percepire la pensione.
Se vuoi sapere quanti contributi hai versato finora, consulta il tuo estratto conto contributivo sul sito INPS e se vuoi capire meglio come leggerlo, ecco a te un articolo dedicato.
Cos’è l’Anticipata Contributiva e a chi si rivolge?
Per i lavoratori "contributivi puri", ovvero chi ha iniziato a versare i primi contributi a partire dal 1° gennaio 1996, esistono altre due possibili finestre di pensionamento: l’anticipata contributiva e la vecchiaia contributiva.
Per un approfondimento sulla vecchiaia contributiva, ti consigliamo di leggere l’articolo dedicato all’ultima finestra per andare in pensione.
L’anticipata contributiva ti permette di salutare il mondo del lavoro con qualche anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Per farlo, però, non basta soddisfare il requisito anagrafico e quello contributivo, ma è necessario che la pensione che percepirai sia almeno pari ad un certo importo stabilito dalla legge.
Nel 2026, per accedere all’anticipata contributiva è necessario:
- aver compiuto 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento)
- avere almeno 20 anni di contributi (requisito soggetto ad adeguamento)
- che l’importo della pensione che andrai a percepire sia almeno pari a 3 volte l’assegno sociale. Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 7.101 €, perciò potrai accedere a questa finestra di pensionamento solo se la pensione a cui avresti diritto fosse almeno pari a 21.303 € lordi annui. Questa soglia economica viene ridotta:
- a 2,8 volte per le lavoratrici madri con un figlio, quindi a 19.882,8€
- a 2,6 volte per le madri di due o più figli, quindi a 18.462,6€
Ad oggi per ottenere una pensione almeno pari a 3 volte l’assegno sociale è necessario aver maturato un montante contributivo di circa 400.000 €, che si ottiene avendo una RAL (Retribuzione Annua Lorda) media di circa 35.000 - 40.000 € nel corso di 40 anni di lavoro.
In altre parole, quando lavoriamo e versiamo contributi, li stiamo accantonando in un salvadanaio e li utilizzeremo al momento della pensione. Per accedere a questa finestra particolare è necessario che il tuo salvadanaio previdenziale sia abbastanza pieno da permetterti di superare la soglia stabilita dalla legge.
Il requisito economico può aumentare nel corso del tempo e la legge ha già disposto che a partire dal 2030 salirà a 3,2 volte l’assegno sociale. Inoltre, il requisito può essere aumentato fino a un massimo di 5 volte l’assegno sociale.
Anche per l’anticipata contributiva è prevista una finestra mobile, che è di 3 mesi per tutti i lavoratori.
N.B. Tieni presente che per questa tipologia di uscita, l’importo della prestazione prevede un tetto massimo nei primi anni: la tua pensione lorda mensile non potrà eccedere le cinque volte il trattamento minimo stabilito dalla legge, ovvero i 3.059 € lordi al mese nel 202). Questo limite economico resterà attivo per tutto il periodo di anticipo (tipicamente tre anni), ovvero fino a quando non raggiungerai i requisiti anagrafici standard previsti per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026).
Adeguamento alla vita: come cambieranno le regole in futuro?
Le regole del gioco cambiano con noi. Poiché la vita media si allunga, i requisiti pensionistici si adeguano. In particolare, la legge prevede un meccanismo di adeguamento automatico all’aumento della speranza di vita, che comporta un aumento dei requisiti di 3 mesi ogni 2 anni. I singoli scatti, poi, devono essere di volta in volta confermati dal Governo in carica. Con la Manovra di bilancio 2026 il Governo Meloni ha già stabilito gli scatti per il prossimo biennio, che ci porteranno:
- Nel 2027: ad un aumento di 1 mese.
- Nel 2028: ad un aumento di altri 2 mesi, per un totale di 3.
Quindi, per accedere alla pensione saranno necessari:
- Vecchiaia: 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.
- Anticipata ordinaria: 41 anni e 11 mesi nel 2027 per le donne, 42 e 11 per gli uomini e 42 anni e 1 mese nel 2028 per le donne, 43 e 1 per gli uomini.
- Anticipata contributiva: 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contributi nel 2027, 64 anni e 3 mesi di età e 20 anni e 3 mesi di contributi nel 2028.
- Vecchiaia Contributiva: 71 anni e 1 mese nel 2027 e 71 anni e 3 mesi nel 2028.
A differenza delle altre finestre, quindi, l’anticipata contributiva prevede un adeguamento sia del requisito anagrafico, che di quello contributivo, oltre ai quali potrebbero esserci anche degli aumenti del requisito economico.
Anticipata Contributiva vs Ordinaria: quali sono le differenze?
È facile fare confusione, quindi distinguiamo bene i due percorsi:
- Pensione Anticipata Ordinaria: per accedere a questa finestra l'età non conta, conta solo quanti anni hai lavorato. Nel 2026 servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (un anno in meno per le donne), a prescindere da quanto sarà alta la pensione che percepirai.
- Pensione Anticipata Contributiva: in questo caso il requisito contributivo da solo non è sufficiente per poter accedere alla finestra. Per poterla sfruttare dovrai anche aver raggiunto l’età anagrafica richiesta (64 anni nel 2026) e che la tua futura pensione sia "abbastanza alta" (almeno 3 volte l'assegno sociale).
In entrambi i casi, però è prevista una finestra mobile, che per l’anticipata contributiva è di 3 mesi, a prescindere dal settore lavorativo.
Posso accedere alla pensione anticipata contributiva se ho contributi prima del 1996?
C'è un piccolo "trucco" con il quale anche chi ha lavorato prima del 1996 potrebbe accedere alla finestra di anticipata contributiva: il computo nella Gestione Separata. È uno strumento che ti permette di riunire i tuoi contributi e di accedere alle regole e alle finestre di pensionamento previste per il sistema contributivo. Se hai i requisiti richiesti dalla legge, quindi, potrai accedere anche tu all’anticipata contributiva, ma attenzione perché in questo caso il calcolo della pensione avverrà interamente con il metodo contributivo!
Questa opzione, prevista dal D.M. 282/1996, ti consente di accorpare gratuitamente nella Gestione Separata i contributi che hai maturato in altre gestioni (come dipendente pubblico /privato, artigiano o commerciante) per raggiungere i requisiti pensionistici. È possibile includere anche i periodi assicurativi maturati in Paesi UE o in Stati con cui l’Italia abbia stipulato accordi bilaterali (se lo consentono).
Per poter chiedere il computo è necessario soddisfare tre condizioni precise:
- almeno un mese di contribuzione effettiva già versata nella Gestione Separata;
- presenza di contributi precedenti al 1° gennaio 1996 (quindi per chi ha iniziato nel sistema retributivo);
- anzianità contributiva complessiva di almeno 15 anni, di cui almeno 5 successivi al 1996 e meno di 18 anni maturati entro il 31 dicembre 1995.
Si tratta di un'operazione "tutto o niente": non è possibile un utilizzo parziale dei periodi assicurativi.
Scegliendo questa strada, l'intera pensione sarà calcolata con il metodo contributivo puro, il che può risultare meno vantaggioso per chi rinuncia a una quota significativa di calcolo retributivo.
Conclusioni
In conclusione, la pensione anticipata contributiva rappresenta un'opportunità preziosa per chi ha iniziato a versare contributi a partire dal 1996, permettendo un'uscita anticipata rispetto alla finestra di vecchiaia, a patto di aver maturato un assegno di importo sufficiente.
Per valutare la tua situazione personale, un primo step potrebbe essere utilizzare il servizio "La mia pensione futura" sul portale INPS, che ti permetterà di ottenere una simulazione delle tue possibili finestre pensionistiche e di capire se il tuo montante contributivo potrebbe essere sufficiente ad accedere alla finestra di anticipata contributiva.
N.B. sul simulatore INPS l’anticipata contributiva viene indicata genericamente come “anticipata”, per distinguerla dall’anticipata ordinaria un trucchetto che puoi utilizzare è vedere quanto tempo trascorre tra l’anticipata e la vecchiaia.
Generalmente, infatti, l’anticipata contributiva cade 3 anni prima della finestra di vecchiaia.
Attenzione però, il servizio non è operativo per tutti i lavoratori, ma solo per alcune categorie, per saperne di più puoi consultare il nostro articolo dedicato al simulatore INPS.
Se non puoi utilizzare il simulatore INPS o se desideri simulazioni che tengano conto anche dei diversi strumenti disponibili per accorpare i contributi versati in casse diverse o dell'impatto del riscatto degli anni di laurea, il nostro servizio Elsa Premium 360 è a tua completa disposizione.
I nostri esperti ti aiuteranno ad analizzare con cura le tue specifiche finestre di pensionamento, sia in termini di date che di importi pensionistici, e ad ottimizzare la gestione dei tuoi contributi di previdenza obbligatoria.


