
Con questo articolo proseguiamo la rubrica in cui Ciao Elsa analizza il tuo fondo aperto.
Prima di analizzare nel dettaglio il fondo, faremo un breve ed esaustivo riassunto delle regole e delle caratteristiche dei fondi pensione.
Se sei già ben informato su questa prima parte generale, puoi scendere nella pagina e leggere direttamente la parte dedicata al tuo fondo.
Prima di andare avanti, una breve precisazione per trasparenza: questo contenuto nasce da una collaborazione sponsorizzata con Credemvita, che ha scelto di affiancarci nella nostra missione di rendere la previdenza un tema più chiaro e comprensibile per tutti. Le valutazioni e le conclusioni che seguono, però, hanno finalità informative e divulgative.
Credemvita è la compagnia di assicurazioni, attiva nei rami vita e previdenza, nata per integrare l’offerta di servizi del Gruppo Credem. Credemvita, con alle spalle oltre trent’anni di esperienza, offre prodotti assicurativi all’avanguardia capaci di rispondere al meglio a tutte le esigenze di risparmio, investimento, previdenza e protezione. Il capitale sociale è detenuto al 100% da Credito Emiliano SpA.
Se stai pensando al tuo futuro, prima o poi ti imbatterai nel tema della previdenza complementare. E qui entra in gioco il fondo pensione: uno strumento sempre più importante per integrare la pensione pubblica.
In questa guida ti spieghiamo in modo semplice:
- cos’è un fondo pensione
- come funziona davvero
- come vengono investiti i tuoi soldi
- quando puoi recuperarli (anche prima della pensione)
- quali tasse devi considerare
Cos’è un fondo pensione (spiegato facile)
Un fondo pensione è un prodotto finanziario pensato per aiutarti a costruire una rendita futura, da utilizzare quando smetterai di lavorare.
Puoi immaginarlo così: un “contenitore personale” dove versi soldi nel tempo, che vengono investiti con l’obiettivo di farli crescere.
Durante la tua vita lavorativa puoi alimentarlo con:
- il tuo TFR
- contributi volontari
- eventuali contributi del datore di lavoro
L’obiettivo principale è: avere un cuscinetto per integrare la pensione.
Quando aderisci a un fondo pensione, non stai semplicemente “mettendo da parte soldi”. Stai investendo nel lungo periodo.
Come funziona un fondo pensione
Ogni fondo ti offre diverse linee di investimento, tra cui scegliere in base a:
- età
- orizzonte temporale
- propensione al rischio
Le principali sono:
- linee prudenti (meno rischio, rendimenti più stabili)
- linee bilanciate
- linee azionarie (più rischio, ma anche più potenziale rendimento)
Importante: puoi cambiare linea nel tempo, adattandola alla tua situazione.
Come vengono investiti i soldi (mini lezione di finanza)
I soldi che versi nel fondo pensione non restano fermi, vengono investiti in strumenti finanziari come:
- azioni
- obbligazioni
- titoli di Stato
- e altro…
Questo permette al capitale di crescere nel tempo, anche se:
- i rendimenti non sono garantiti
- possono esserci oscillazioni in base alla linea che scegli
Ma attenzione: trattandosi di un investimento di lungo periodo, le fluttuazioni tendono a bilanciarsi nel tempo.
Quando puoi prendere i soldi dal fondo pensione
Uno dei dubbi più comuni è: “ma quei soldi li posso usare prima della pensione?” La risposta è sì.
Esistono diverse possibilità di accesso, chiamate anticipazioni.
Puoi richiedere una parte del capitale nei seguenti casi:
- Spese sanitarie (sempre disponibili)
- fino al 75% del capitale
- tassazione agevolata
- Acquisto o ristrutturazione prima casa (per sé o per i figli)
- dopo 8 anni
- fino al 75% del capitale
- tassazione 23%
- Qualsiasi altra esigenza
- dopo 8 anni
- fino al 30% del capitale
- tassazione 23%
Questo significa che il fondo pensione non è “bloccato” come spesso si pensa.
E se cambio lavoro o resto senza lavoro?
Oltre alle anticipazioni, esistono altri casi in cui puoi accedere al capitale:
- Disoccupazione per 12 mesi → puoi ritirare il 50%
- Disoccupazione per 48 mesi → puoi ritirare il 100%
- Disoccupazione anche breve → puoi chiudere il fondo (con tassazione al 23%)
Come funziona la tassazione del fondo pensione
Uno dei vantaggi principali dei fondi pensione è proprio la fiscalità. Vediamola in modo chiaro.
1. Tassazione sui rendimenti
Ogni anno paghi:
- 20% su rendimenti finanziari (azioni e obbligazioni)
- 12,5% sui titoli di Stato
2. Tassazione finale (quando vai in pensione)
Quando ritirerai il capitale, pagherai una tassa agevolata: il 15% massimo, che scende dello 0,3% ogni anno dopo il 15° anno, fino a un minimo del 9%
Tradotto: più a lungo resti nel fondo pensione, meno tasse paghi.
Cogliamo l’occasione per chiarire un dubbio comune: i fondi pensione sono tutti regolati dal d.Lgs 252/2005 che ti dà la possibilità di effettuare il trasferimento di un fondo in un altro fondo, senza che la data di prima adesione cambi.
C’è, invece, un caso in cui perdi la data di adesione al tuo fondo: se effettui il riscatto prima di essere in pensione.
Perché il fondo pensione è così vantaggioso fiscalmente
Quando si parla di fondo pensione, spesso si pensa solo all’investimento. In realtà, uno dei motivi principali per cui sempre più persone lo scelgono è un altro: i vantaggi fiscali.
Durante la fase di accumulo (cioè mentre versi soldi), il fondo pensione offre benefici che non esistono in altri strumenti finanziari.
Vediamoli nel dettaglio, in modo chiaro e concreto.
I benefici fiscali si attivano principalmente su due leve:
- il TFR
- i contributi volontari
Entrambi permettono di risparmiare sulle tasse, ma in modi diversi.
TFR nel fondo pensione: meno tasse rispetto all’azienda
Il primo modo per alimentare il fondo pensione è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Se scegli di destinare il TFR al fondo pensione alla fine pagherai una tassa tra il 15% e il 9%.
Tradotto in modo semplice: più tempo “passi” nella previdenza complementare, meno tasse paghi.
Se invece lasci il TFR in azienda la tassazione va dal 23% al 43% e viene calcolata sulla media delle tue ultime 5 RAL.
Tradotto in modo semplice: più guadagni, più tasse paghi.
Contributi volontari: come funziona la deduzione fiscale
Oltre al TFR, puoi versare anche soldi tuoi nel fondo pensione. Qui entra in gioco uno dei vantaggi più interessanti: la deduzione fiscale.
La deduzione è un meccanismo che riduce il reddito su cui paghi le tasse, in pratica: versi nel fondo pensione, lo Stato ti “abbassa” l’imponibile e paghi meno IRPEF.
Puoi portare in deduzione fino a 5.300 € all’anno (a decorrere dal periodo d’imposta 2026) e il risparmio dipende dalla tua aliquota IRPEF: più è alta la tua RAL, maggiore sarà il beneficio fiscale.
Vediamo insieme un esempio pratico per semplificare ulteriormente il concetto.
Sei un lavoratore dipendente e hai un’aliquota del 33%: versando 1.000 € nel fondo pensione, puoi recuperare circa 330 € (1.000 x 33%).

Come puoi ritirare i soldi dal fondo pensione
Una volta arrivato alla pensione, hai diverse opzioni per ritirare il capitale accumulato.
- 100% rendita (la “seconda pensione”).
Puoi trasformare tutto il capitale in una rendita mensile. È, di fatto, un’entrata aggiuntiva che si somma alla pensione pubblica. Esistono diverse tipologie:- vitalizia
- reversibile
- certa
- controassicurata
- con copertura LTC (Long Term Care)
- Parte capitale + parte rendita.
La soluzione ibrida permette di ritirare fino al 50% subito in capitale e il resto trasformato in rendita. È un’ottima scelta se vuoi avere liquidità immediata, più un’ entrata futura.
- 100% capitale (solo in alcuni casi).
Puoi ritirare tutto il capitale solo se il montante accumulato è sotto una certa soglia, oggi si aggira indicativamente sui 110.000 € a 67 anni.
Tipologie di fondi pensione in Italia
In Italia esistono circa 150 fondi pensione, divisi in tre categorie principali:
- PIP (Piani Individuali Pensionistici), sono prodotti assicurativi che prevedono un’adesione individuale.
- Fondi Pensione Aperti (FPA), sono accessibili a tutti e gestiti da banche o società finanziarie. Un esempio di FPA è proprio Destinazione Futuro, che analizzeremo nel dettaglio tra poco.
- Fondi Pensione Negoziali (FPN), sono legati a categorie professionali e spesso prevedono contributo del datore di lavoro
È importante sapere che le regole sono uguali per tutti. Sì, tutti i fondi pensione seguono le stesse regole fiscali e sono controllati dalla COVIP. Questo significa che tassazione, anticipazioni e modalità di riscatto sono uguali per tutti.
Quindi cosa cambia davvero tra un fondo e l’altro?
Le differenze principali sono: costi, rendimenti e presenza del contributo datoriale
Per aiutarti nella scelta del tuo fondo pensione, noi di Ciao Elsa abbiamo creato un comparatore di fondi pensione gratuito e personalizzabile.
Fondi pensione aperti: cosa sono, come funzionano e a chi convengono
I fondi pensione aperti sono una forma di previdenza complementare pensata per costruire una pensione integrativa, accessibile a praticamente chiunque.
A differenza di altre soluzioni più “chiuse”, questi strumenti si distinguono per la loro flessibilità e accessibilità.
Uno dei principali punti di forza è proprio l’accesso universale, infatti ai Fondi pensione aperti (FPA) possono aderire:
- lavoratori dipendenti
- autonomi e liberi professionisti
- persone senza occupazione
- familiari fiscalmente a carico
- anche minori
Proprio per la loro ampia accessibilità, rappresentano una soluzione adatta a chi non può aderire a un fondo negoziale o desidera un prodotto con una gamma più ampia di comparti d’investimento.
Quali contributi puoi versare
Al fondo pensione aperto si possono versare diverse tipologie di contributi, a seconda della situazione lavorativa e delle scelte dell’aderente.
In particolare:
- Contributi volontari. Infatti puoi versare quando e quanto vuoi. Sono disponibili per dipendenti, autonomi e liberi professionisti. Ovviamente sono deducibili fiscalmente dal proprio reddito IRPEF;
- TFR (per i lavoratori dipendenti). Se sei dipendente, puoi scegliere di destinare il tuo: Trattamento di Fine Rapporto. In questo caso il datore di lavoro lo versa direttamente nel fondo ed entra automaticamente nel tuo piano previdenziale;
- Contributo del datore di lavoro. In alcuni casi puoi ricevere anche un contributo extra dall’azienda, nello specifico se esiste un accordo aziendale o collettivo o se versi anche tu una quota del tuo stipendio. Noi di Ciao Elsa lo chiamiamo “soldi gratis” perché sono soldi in più che entrano ogni anno nel tuo fondo pensione.
- Versamenti per un familiare a carico. Puoi versare anche per figli e familiari fiscalmente a carico, ottenendo così un doppio vantaggio: costruisci il loro futuro e allo stesso tempo usufruisci della deduzione fiscale tu che versi.
Destinazione Futuro – Fondo Pensione Aperto by Credemvita
Destinazione Futuro – Fondo Pensione Aperto by Credemvita (di seguito: Destinazione Futuro) è sottoscrivibile per le adesioni individuali e collettive (con accordo dell’azienda).
Cenni generali
Destinazione Futuro è un fondo pensione aperto iscritto all’Albo COVIP con il numero 18. Non si tratta però di un fondo “nuovo” in senso stretto: alle spalle ha quasi 30 anni di storia.
Dal 1° dicembre 2025 il fondo è stato rinnovato e ha cambiato nome, passando da Credemprevidenza all’attuale Destinazione Futuro - Fondo Pensione Aperto by Credemvita.
Con questo restyling sono cambiati anche i nomi dei comparti, oggi pensati per essere più chiari e comprensibili. La sostanza, però, resta quella di un fondo storico, già presente da anni sul mercato.
Si tratta di un fondo pensione aperto che consente di costruire una pensione integrativa attraverso il versamento del TFR, contributi volontari ed eventuali contributi del datore di lavoro in caso di adesione collettiva.
Se sei un lavoratore dipendente che aderisce su base collettiva, la misura della contribuzione, la decorrenza e la periodicità dei versamenti sono fissate dal contratto o accordo collettivo o regolamento aziendale, inclusa la quota di TFR e l’eventuale contributo datoriale.
Se invece aderisci su base individuale, puoi comunque contribuire anche con il TFR maturando, senza beneficiare del contributo del datore di lavoro (salvo accordi specifici).
Chi può aderire a Destinazione Futuro
Destinazione Futuro è un fondo pensione aperto a cui possono aderire:
- lavoratori dipendenti
- lavoratori autonomi e liberi professionisti
- persone inoccupate
- pensionati (a determinate condizioni di età)
- familiari fiscalmente a carico
Essendo un fondo pensione aperto, non è legato a una categoria professionale specifica.
Comparti
Prima di passare all’analisi dei comparti di Destinazione Futuro è importante sottolineare che:
- i comparti mantengono una continuità nella gestione e nei costi
- i rendimenti storici fanno riferimento alle precedenti denominazioni
- non si tratta di nuove strategie nate da zero, ma di una riorganizzazione dell’offerta esistente
Per questo motivo, quando analizziamo i rendimenti, facciamo riferimento allo storico del fondo nelle sue versioni precedenti.
Dicevamo, Destinazione Futuro mette a disposizione quattro comparti, di cui riportiamo anche l’asset allocation al 31/12/2025:
1) Prudente garantito
È il comparto con rischio basso e con garanzia del capitale. Prevede la restituzione dei contributi versati (al netto dei costi) con una rivalutazione minima dello 0,50% annuo in determinati casi (pensionamento, decesso, invalidità, ecc.). Al 31/12/2025 era composto da 89% di obbligazione e 11% di azioni. È generalmente indicato per chi ha un orizzonte temporale breve, fino a circa 5 anni.
2) Moderato
È un comparto obbligazionario misto, con grado di rischio medio-basso.
Investe prevalentemente in obbligazioni (al 31/12/2025 68% obbligazioni e 32% azioni) con una quota residuale in azioni.
È indicativamente adatto a chi ha un orizzonte temporale tra 5 e 10 anni.
3) Bilanciato
È il comparto bilanciato, con rischio medio-alto. Investe circa il 51% in obbligazioni e il 49% in azioni. È pensato per chi ha un orizzonte temporale tra 10 e 15 anni.
4) Evoluto
È il comparto azionario, con grado di rischio alto. Investe prevalentemente in azioni (al 31/12/2025 92% di azioni e 8% di obbligazioni). È indicato per orizzonti temporali superiori ai 15 anni.
La gestione degli attivi dei comparti Bilanciato e Azionario è affidata a Euromobiliare Asset Managemet SGR S.p.A., ovvero una società specializzata nella gestione del risparmio, appartenente al Gruppo Credem.
Life Cycle: la novità di Destinazione Futuro
Una delle novità più interessanti del fondo pensione è l’introduzione dei profili opzionali “Life Cycle”.
Si tratta di soluzioni pensate per gestire automaticamente l’investimento nel tempo, adattandolo alla tua età.
Come funzionano?
- quando sei giovane → maggiore esposizione azionaria (più rendimento potenziale, più oscillazioni)
- avvicinandoti alla pensione → riduzione progressiva del rischio
- negli ultimi anni → maggiore protezione del capitale
L’obiettivo è semplice: massimizzare la crescita nel lungo periodo e proteggere quanto accumulato quando si avvicina il momento del pensionamento.
Life Cycle 55
Life Cycle 55 è un profilo pensato per chi ha un orizzonte temporale medio-lungo, ma non lunghissimo.
Il numero “55” fa riferimento all’età anagrafica: significa che il percorso di riduzione del rischio è costruito per accompagnarti fino ai 55 anni, momento in cui il portafoglio diventa progressivamente più prudente.
In pratica:
- nelle fasi iniziali la maggiore componente è azionaria
- con il passare degli anni aumenta la componente obbligazionaria
- avvicinandosi ai 55 anni, il portafoglio è sempre più stabile
È una soluzione adatta a chi:
- non vuole gestire attivamente i cambi di comparto
- vuole un equilibrio tra crescita e protezione
- ha già iniziato a costruire il proprio capitale previdenziale
Life Cycle 60
Life Cycle 60 segue la stessa logica, ma con un orizzonte temporale più lungo.
Il numero “60” indica che la strategia è costruita per arrivare fino ai 60 anni, mantenendo una maggiore esposizione al rischio per più tempo rispetto alla versione 55.
In pratica:
- Nella fase iniziale c’è maggiore esposizione ai mercati azionari
- Poi la riduzione del rischio diventa più graduale
- Per finire con la protezione del capitale più tardiva
È una soluzione pensata per chi:
- è più giovane
- ha molti anni davanti prima della pensione
- può permettersi di sopportare maggiore volatilità nel breve periodo
Come sempre la scelta dipende da età, obiettivi e propensione al rischio. I profili opzionali Life Cycle possono essere molto utili per chi vuole un approccio “automatico”, ma è sempre importante capire se sono coerenti con la propria situazione personale.
Rendimenti storici
Nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, COVIP non ha ancora pubblicato i dati ufficiali di rendimento aggiornati al 2025 per singolo fondo pensione e singola linea di investimento. Pertanto, riteniamo utile pubblicare i dati medi complessivi dei risultati netti di gestione dei Fondi Pensione Aperti aggiornati al 2025, consultabili in dettaglio nel Documento pubblicato a Dicembre 2025 da Covip con i principali dati statistici relativi allo scorso anno.
Qui di seguito i dati provvisori relativi agli FPA.

Per quanto riguarda Destinazione Futuro, pubblichiamo innanzitutto i dati aggiornati al 2025 pubblicati nella Nota Informativa di Destinazione Futuro aggiornata al 31/03/2026.
Garantito:

Moderato:

Bilanciato:

Evoluto:

Segnaliamo che sul sito COVIP, al momento, troviamo i dati certificati fino al 2024 e, non appena la Commissione di Vigilanza procederà alla pubblicazione dei dati ufficiali 2025, provvederemo ad aggiornare questa sezione del nostro articolo.
I rendimenti medi annui degli ultimi 10 anni di Destinazione Futuro Credemvita, pubblicati ufficialmente dal sito COVIP, risultano i seguenti:
- Evoluto: 5,42%
- Bilanciato: 3,23%
- Moderato: 1,66%
- Prudente garantito: 1,90%

Tra i diversi comparti, come emerge nel comparatore di Ciao Elsa, si distingue in particolare il Moderato, che è il comparto obbligazionario con le migliori performance di mercato tra i fondi pensione aperti a 3, 5 e 10 anni.
Ad ogni modo, si ricorda che i rendimenti sono soggetti ad ampie oscillazioni, e l’andamento passato non è necessariamente indicativo di quello futuro, e che nel valutarli occorre prendere a riferimento orizzonti temporali ampi.
Costi
Dopo aver visto come è strutturato Destinazione Futuro dal punto di vista dei comparti e delle caratteristiche generali, passiamo ora a un aspetto altrettanto importante: i costi.
Perché, quando si valuta un fondo pensione, non conta solo come investe, ma anche quanto “trattiene” nel tempo.
Vediamo quindi quali sono le spese previste per aderire e mantenere la posizione in Destinazione Futuro.
Costi di adesione:
- € 50 una tantum
- €15 annui fissi

Costi di gestione:
- Prudente garantito: 1,10%
- Moderato: 1,00%
- Bilanciato: 1,20%
- Evoluto: 1,50%
Il comparto più costoso è l’Evoluto, mentre il meno costoso è il Moderato.

In caso di adesione collettiva:
- il costo di apertura (€50) può essere azzerato
- i costi di gestione possono ridursi (fino al 30% in meno sul comparto azionario)
Per quanto riguarda la RITA, è previsto un costo di 18 € per ogni rata erogata.
Come si posizionano i costi di Destinazione previdenza di Credemvita rispetto agli altri fondi pensione aperti?
Per capire se un fondo pensione ha dei costi competitivi sul mercato, non basta guardare solo le singole commissioni: bisogna considerare l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo).
L’ISC è un indicatore ufficiale calcolato dalla COVIP che ti permette di confrontare in modo oggettivo i costi dei diversi fondi pensione. Viene calcolato ipotizzando:
- un versamento annuo di 2.500 €
- un rendimento netto del 4%
- un orizzonte temporale standard (2, 5, 10 e 35 anni)
In questo modo puoi confrontare fondi pensione diversi su una base comune.
Come rendicontato nella sezione apposita del sito COVIP, nel caso di Destinazione Futuro, i costi si collocano in linea con la media dei fondi pensione aperti se guardiamo le adesioni individuali, grazie a:
- spese fisse contenute (15€ annui)
- commissioni di gestione comprese tra 1,00% e 1,50%, a seconda del comparto

Un aspetto importante da considerare è che l’ISC tiene conto di tutti i costi complessivi, quindi:
- costi di gestione
- spese fisse
- costi di adesione
ed è proprio questo indicatore che impatta direttamente sul capitale finale nel lungo periodo.
Infine, è utile ricordare che:
- in caso di adesione collettiva, i costi si riducono in modo significativo
- nel lungo periodo, anche piccole differenze di costo possono avere un impatto rilevante sulla pensione integrativa

In parole semplici, Destinazione Futuro si posiziona in una fascia medio/medio-bassa (in particolare per le adesioni collettive), coerente con la maggior parte dei fondi aperti disponibili sul mercato. Per approfondire, ecco la sezione dedicata ai costi nel sito della COVIP.
In questa scheda puoi trovare un ulteriore approfondimento Destinazione Futuro.
Inoltre, per chi vuole farsi un’idea più concreta di come potrebbe evolvere la propria posizione previdenziale, Credemvita mette a disposizione un simulatore dedicato. È uno strumento utile per fare alcune proiezioni e capire meglio, almeno in via orientativa, quale potrebbe essere il risultato finale del percorso nel fondo pensione.
Rendite previste
Arrivato al momento della pensione, il capitale accumulato in Destinazione Futuro può essere trasformato in una rendita, cioè una vera e propria seconda pensione che si affianca a quella pubblica.
Hai tre possibilità:
- trasformare il 100% del capitale in rendita
- ritirare fino al 50% in capitale e il resto in rendita
- ritirare il 100% in capitale (solo se rientri nei limiti previsti dalla legge)
Il nostro consiglio è di non dare per scontato che la scelta del 100% capitale sia conveniente a priori, ma di dare sempre il giusto peso alle esigenze personali.
Scegliere più rendita significa avere maggiore stabilità nel tempo, mentre optare per una quota più alta di capitale ti garantisce più liquidità immediata.
Tipologie di rendita disponibili: maggiori opportunità
Con il recente aggiornamento del fondo pensione, sono state riviste anche le opzioni di rendita. Destinazione Futuro mette a disposizione diverse opzioni, che si differenziano per livello di protezione e importo della rata. Vediamole in modo semplice:
Le principali opzioni oggi disponibili sono:
- Rendita vitalizia
È la forma più semplice: ricevi un importo periodico (di solito mensile) per tutta la vita, indipendentemente da quanto vivrai. - Rendita reversibile
In questo caso, la rendita continua anche a favore di una persona a te cara (ad esempio il coniuge), dopo la tua scomparsa. - Rendita certa (per un periodo minimo)
Garantisce il pagamento per un numero minimo di anni (ad esempio 5 o 10), anche in caso di decesso. Dopo quel periodo, continua solo se sei ancora in vita. - Rendita controassicurata
Se dovessi venire a mancare nei primi 10 anni di decorrenza la parte di capitale accumulato non ancora “recuperata” viene restituita ai beneficiari.
Per tutte le rendite di Destinazione Futuro non sono previsti costi specifici di gestione o erogazione della rendita.
Come scegliere la rendita giusta
La vera novità non è solo il numero di opzioni, ma la possibilità di scegliere una soluzione più adatta alla tua situazione personale.
Ad esempio:
- se vuoi proteggere i tuoi familiari → rendita reversibile, certa o controassicurata
- se vuoi massimizzare l’importo mensile → rendita vitalizia semplice
Come anticipato a inizio paragrafo, puoi anche combinare capitale e rendita (fino al 50% in capitale).
Coefficienti di trasformazione
Per trasformare il capitale accumulato in una rendita, il fondo pensione utilizza dei coefficienti di conversione. Il calcolo, in concreto, avviene prendendo il capitale maturato, dividendolo per 1.000 e moltiplicandolo per il coefficiente corrispondente.
In breve: Capitale / 1.000 x coefficiente.
Questo coefficiente non è uguale per tutti, ma cambia in base a diversi elementi:
- l’età al momento del pensionamento,
- la tipologia di rendita scelta
- la frequenza con cui la rendita viene pagata, ad esempio mensilmente o annualmente.
C’è poi un ulteriore aspetto da considerare: per individuare l’età di calcolo possono essere applicate alcune rettifiche legate all’anno di nascita. In termini molto semplici, il principio resta questo: più si è giovani al momento della conversione, più il coefficiente tende a essere basso, perché la rendita dovrà essere corrisposta per un periodo mediamente più lungo.
Per questo motivo, la rendita non si calcola con una semplice divisione del capitale accumulato, ma attraverso un meccanismo che tiene conto della durata attesa della prestazione e delle caratteristiche della formula scelta.
In generale, più la rendita prevede tutele aggiuntive, ad esempio per un partner o per i beneficiari, più l’importo mensile tende a ridursi. Al contrario, formule più semplici, come la vitalizia pura, in genere consentono un assegno più alto a parità di capitale.
Esempio pratico
Supponiamo il caso di un lavoratore di 67 anni, con un capitale di 90.000 € accumulato nel fondo pensione, che sceglie la rendita vitalizia mensile. Come viene calcolato l’importo della rendita mensile?
Calcolo:
90.000 / 1.000 = 90 —> 90 × 41,26 = 3.713 € annui lordi (circa 285 € lordi al mese)
Riscatto 100% capitale
E se al posto della rendita valutassi che il 100% capitale è l’opzione più adatta alla tua situazione? Puoi ritirare il 100% del capitale dal fondo Destinazione Futuro di Credemvita solo se il tuo fondo non supera una certa quantità economica.
Il d.Lgs 252/2005, infatti, prevede che: “se il 70% del montante finale nel tuo fondo pensione, tramutato in rendita vitalizia, ti dà un importo annuo che supera il 50% dell’assegno sociale, non puoi avere tutto il fondo in capitale.”
Nel 2026 l’assegno sociale vale 7.101 €, quindi, oggi, potresti ritirare tutto il tuo fondo pensione in capitale solo se la rendita vitalizia, ottenuta prendendo il 70% del tuo montante finale, valesse meno di 3.550 € all’anno.
Perché ciò avvenga, il tuo fondo non deve superare una soglia quantitativa che varia, anch’essa, in base all’età e in Destinazione Futuro è, attualmente, circa 120.000 € a 67 anni.
Gli importi soglia sono destinati ad aumentare dal momento che l’assegno sociale verrà periodicamente ricalcolato.
Come trovare Destinazione Futuro nel comparatore di Ciao Elsa
In ultimo, vediamo come il comparatore dei fondi di Ciao Elsa può aiutarti a decidere se Destinazione Futuro è la scelta migliore per te.
Cominciamo la comparazione:
Inserisci la tua data di nascita e che tipo di lavoratore sei, cioè dipendente del settore privato o un autonomo/libero professionista.
Inserisci ora il CCNL con cui sei inquadrato, ad esempio il terziario-commercio.
Fai sapere al comparatore dove hai attualmente il TFR: in azienda, in un fondo pensione, in un fondo di categoria oppure… non lo sai.
Poniamo il caso tu l’abbia lasciato in azienda e proseguiamo.
Inserisci ora il tuo reddito annuo lordo, ad esempio 30.000 €, e decidi se vuoi effettuare la simulazione con il TFR.
Il comparatore calcolerà l’importo preciso del tuo TFR annuo, che è il 6,91% della tua RAL.
Andando avanti puoi anche decidere se procedere alla simulazione solo con il TFR oppure aggiungendo un tuo contributo volontario quantificato in 50, 100, 200, 300, 400 o 500 euro al mese.
Come preferisci tu!
Ipotizziamo qui 100 € al mese e andiamo avanti.
A questo punto ti vengono poste tre domande che necessitano di piccoli ma fondamentali approfondimenti.
- Qual è la tua propensione al rischio?
Se ti senti incerto nel dare questa risposta, ti abbiamo messo a disposizione un piccolo video in cui ti spieghiamo, in 40 secondi, che cosa si intende per propensione al rischio e, sulla base di queste informazioni, puoi decidere se la tua propensione è bassa, media o alta.
- Quanto ti senti preparato finanziariamente?
Anche in questo caso, cliccando su “come faccio a saperlo”, ti spieghiamo in un breve video cosa si intende quando si dice che si è poco, abbastanza o molto preparati finanziariamente.
- Vuoi vedere i fondi con contributo del datore in cima alla lista?
Il nostro comparatore è l’unico strumento in cui trovi la possibilità di simulare i fantomatici “soldi gratis” a partire dalla tua situazione specifica!
Fatta la scelta, rispondendo ad esempio “sì” per l’ultima domanda, inserisci la tua email e procedi alla comparazione.
Ora il comparatore ti fornisce l’output in cui trovi la lista di fondi pensione, organizzata in base ai dati di input che hai inserito.
Posto che, se il tuo CCNL ne prevede uno, il primo fondo che trovi nella lista è il fondo di categoria, con anche l’indicazione dell’importo del contributo datoriale, vediamo che in questa schermata trovi Destinazione Futuro.
Questo succede se il tuo orizzonte temporale è di medio-breve periodo, cioè se ti mancano tra i 5 e i 10 anni al compimento dei 67.
Destinazione Futuro è, alla data di redazione del presente articolo, in cima alla lista perché l’indice di performance espresso in termini percentuali, calcolato dal comparatore, è il più alto tra quelli dei fondi pensione in linea obbligazionaria.
Il tasso di performance l’abbiamo calcolato noi di Ciao Elsa incrociando i dati dei rendimenti storici del comparto, estrapolati dal sito COVIP, e l’impatto dei costi applicati dal fondo sugli importi precisi che tu vuoi versare, considerando che tu abbia effettuato un versamento ricorrente annualizzato.
Se apri la tendina “mostra dettagli”, trovi elencati proprio i costi di Destinazione Futuro e nello specchietto sotto trovi quanto ci sarebbe ora in Destinazione Futuro ipotizzando che tu avessi cominciato a versarci il TFR e 100 € al mese 10 anni fa.
Sotto il tasso di performance, trovi anche il rendimento medio annuo netto degli ultimi 10 anni.
Sei curioso di scoprire come funziona? Visita la pagina dedicata a Destinazione Futuro.
Prima dell’adesione leggere la Parte I ‘Le informazioni chiave per l’aderente’ e l’Appendice ‘Informativa sulla sostenibilità’, della Nota informativa. La documentazione informativa completa di Destinazione Futuro - Fondo Pensione Aperto by Credemvita è disponibile sul sito di Credemvita S.p.a. all’indirizzo www.credemvita.it, oltre che presso le filiali Credem e Credem Euromobiliare Private Banking, ed è consultabile altresì sui siti internet di tali intermediari www.credem.it e www.credemeuromobiliarepb.it. I rendimenti passati non sono necessariamente indicativi di quelli futuri. Le informazioni relative al prodotto previdenziale presenti in questo contenuto non costituiscono una raccomandazione o un invito all'acquisto o alla vendita di alcun prodotto previdenziale né costituiscono consulenza in materia assicurativa, previdenziale o di investimenti.)
FAQ
Cos’è Destinazione Futuro e come funziona questo fondo pensione aperto?
Destinazione Futuro è un fondo pensione aperto istituito da Credemvita e iscritto all’albo COVIP con il numero 18. Funziona come una forma di previdenza complementare: permette di accumulare capitale per integrare la pensione pubblica attraverso versamenti di TFR, contributi volontari ed eventuali contributi del datore di lavoro. Le somme versate vengono investite in diversi comparti, con livelli di rischio differenti, in base all’orizzonte temporale e alla propensione al rischio dell’aderente.
Chi può aderire a Destinazione Futuro?
A Destinazione Futuro può aderire chiunque: lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, inoccupati, pensionati e familiari fiscalmente a carico. Inoltre, è possibile aderire anche su base collettiva tramite accordi aziendali o contrattuali. Essendo un fondo pensione aperto, non è legato a una specifica categoria professionale. Le adesioni individuali sono precluse a coloro a cui manchi meno di un anno al compimento dell’età pensionabile prevista dal regime obbligatorio di appartenenza.
Quanto costa Destinazione Futuro?
In caso di adesione individuale, Destinazione Futuro prevede un costo di adesione una tantum di 50 euro e spese annue fisse di 15,00 euro, a cui si aggiungono i costi di gestione variabili in base al comparto scelto. In caso di adesione collettiva, le condizioni economiche possono essere più vantaggiose, con azzeramento del costo iniziale e riduzione dei costi di gestione. I comparti hanno commissioni differenti: il comparto Evoluto è il più costoso, mentre il comparto Moderato è il meno costoso.
Quali vantaggi fiscali offre Destinazione Futuro?
Destinazione Futuro beneficia degli stessi vantaggi fiscali previsti per tutti i fondi pensione dal d.lgs. 252/2005. In particolare, i contributi volontari sono deducibili dal reddito fino a 5.300 euro l’anno (a decorrere dal periodo d’imposta 2026), mentre il TFR versato nel fondo pensione gode, al momento dell’erogazione, di una tassazione agevolata che va dal 15% al 9%, in base agli anni di permanenza nella previdenza complementare. Per questo motivo, un fondo pensione può risultare fiscalmente più efficiente rispetto al TFR lasciato in azienda.

