Dichiarazione dei redditi 2026: come dedurre i versamenti al fondo pensione

La scadenza per la presentazione del Modello 730/2026, relativo ai redditi 2025, è fissata al 30 settembre 2026. Tuttavia, la campagna fiscale 2026 prenderà il via già tra la fine di marzo e l’inizio di aprile: in questo periodo, i Caf e i professionisti abilitati inizieranno a raccogliere la documentazione necessaria per predisporre le dichiarazioni e le relative attestazioni.

Dal 30 aprile, l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile online il Modello 730 precompilato.

In questa fase, il contribuente potrà consultare i dati già presenti, verificarli e, successivamente, procedere ad accettare, modificare e inviare la dichiarazione tra il 15 maggio e il 30 settembre.

Perché segnaliamo queste date? Perché rappresentano il momento per concretizzare i benefici fiscali derivanti dai versamenti volontari ai fondi pensione.

E perché, nel corso del mese di marzo, inizieranno ad arrivare le “certificazioni” dei versamenti volontari da parte dei fondi pensione. 

Curioso di scoprire come funziona? Approfondiamo insieme.


Fondo pensione e deducibilità fiscale

Prima di tutto, facciamo un po’ di chiarezza perché spesso si tende a confondere il vantaggio fiscale dei versamenti al fondo pensione tra deduzione e detrazione. 

La detrazione è come uno “sconto” fisso sulle tasse: ad esempio, per le spese sanitarie lo Stato ti restituisce il 19% di quanto hai speso.

La deduzione, invece, funziona in modo diverso: non ti restituisce una percentuale della spesa, ma riduce il reddito su cui calcola le tue imposte. In pratica, si consente all’iscritto di ottenere un beneficio fiscale immediato, calcolato applicando l’aliquota IRPEF marginale più elevata sul reddito. In pratica, più alta è l’aliquota del contribuente, maggiore sarà il risparmio fiscale generato dai versamenti al fondo pensione.

La recente legge di bilancio ha introdotto una revisione del sistema di tassazione IRPEF, che è entrata però in vigore a partire dal 2026. Questo significa che, nella dichiarazione dei redditi che verrà presentata quest’anno, si applicheranno ancora le aliquote IRPEF valide per l’anno scorso, come evidenziato nella tabella.

tabella scaglioni irpef aliquota 2025-2026

Facciamo un esempio

Se sei un libero professionista in regime ordinario o un lavoratore dipendente e hai una RAL (Retribuzione Annua Lorda) che corrisponde a un imponibile IRPEF di 40.000 €, sugli importi versati nel 2025 al fondo pensione, risparmi il 35%, cioè la percentuale prevista nello scaglione IRPEF che corrisponde ai redditi percepiti tra 28.000 € e 50.000 €. 

E, quindi, se hai versato 

  • 1.000 € ti vengono rimborsati 350 €
  • 3.000 € ti vengono rimborsati 1.050 € 
  • 5.000 € ti vengono rimborsati 1.750 €. 

È bene, però, prestare attenzione a un dettaglio importante. Come abbiamo approfondito nell’articolo sui versamenti volontari al fondo pensione per capire se fosse meglio il bonifico o la busta paga, il momento in cui questo vantaggio fiscale si concretizza dipende però dal canale attraverso cui viene effettuato il versamento: 

  • trattenuta in busta paga. Per i lavoratori dipendenti, i versamenti volontari al fondo pensione possono essere effettuati tramite l’azienda, generando un vantaggio fiscale direttamente in busta paga. In questo caso, il reddito indicato nella Certificazione Unica è già ridotto degli importi versati al fondo (indicati al punto 412 della Certificazione stessa).

    Di conseguenza, chi contribuisce esclusivamente tramite trattenuta in busta paga non deve eseguire alcuna ulteriore operazione al momento della dichiarazione dei redditi
  • bonifico bancario. Questa modalità è scelta soprattutto dai lavoratori autonomi, da chi ha deciso di alimentare la posizione previdenziale di un familiare a carico, come i figli, o da tutti coloro che preferiscono contribuire volontariamente senza passare dal datore di lavoro.

    In questi casi, per ottenere il riconoscimento fiscale dei versamenti effettuati, l’iscritto dovrà indicare gli importi nel modello 730/2026 alla casella E27 “Contributi alla previdenza complementare” nella sezione “non dedotti dal sostituto”.
indicare importi versamenti volontari bonifico bancario modello 730 casella E27

Per determinare l’importo corretto da dichiarare (ad esempio per chi effettua più versamenti volontari nel corso dell’anno), i fondi pensione inviano di norma entro il 31 marzo una specifica dichiarazione. Questo documento attesta tutti i bonifici effettuati e l’ammontare complessivo dichiarabile.

È importante conservare questa certificazione insieme alla copia della contabile bancaria. Potrà poi essere presentata al tuo Caf o al professionista abilitato, oppure semplicemente tenuta a disposizione se decidi di compilare autonomamente il modello 730 precompilato.

Vuoi capire come cogliere al meglio le opportunità della previdenza complementare, ma non sai da dove iniziare? Oppure desideri individuare la gestione più adatta alla tua situazione? Con Elsa Premium Smart, il servizio di Ciao Elsa dedicato alla previdenza complementare, valutiamo insieme la tua posizione previdenziale, ricostruiamo i versamenti effettuati nel tempo e definiamo un piano personalizzato pensato per sfruttare al massimo i vantaggi della previdenza complementare.


E se la certificazione del fondo pensione riporta dati sbagliati?

Difficilmente si verificano problemi, ma i principali disallineamenti possono capitare quando il lavoratore effettua un versamento volontario all’ultimo minuto, a fine anno.

In tutti i casi, è utile prestare attenzione a quanto segue:

  • Se il bonifico viene eseguito negli ultimi giorni prima della fine dell’anno, potrebbe accadere che, a causa di festività e tempi bancari, il pagamento venga registrato nell’anno successivo, oppure che arrivi nell’anno corrente ma sia contabilizzato dal fondo pensione in ritardo. In ogni caso, è fondamentale verificare la data valuta del bonifico.
    • Se rientra nel 2025, puoi inserirlo già nella dichiarazione dei redditi di quest’anno. Puoi richiedere al fondo pensione una rettifica della certificazione inviata (consigliabile) oppure, se il Caf o il professionista abilitato lo permettono, presentare direttamente la copia del bonifico, che fiscalmente è il documento principale.
    • Se la data della valuta slitta al 2026, l’importo potrà essere dichiarato solo l’anno prossimo.

  • I versamenti effettuati a favore di soggetti fiscalmente a carico, come ad esempio i figli, vengono gestiti in modo distinto. Per ciascun beneficiario viene infatti rilasciata una certificazione dedicata, così da garantire chiarezza nella rendicontazione degli importi versati. Sarà poi il dichiarante principale a indicare tali somme nella propria dichiarazione dei redditi, al fine di beneficiare correttamente delle eventuali agevolazioni fiscali previste.

  • È sempre buona prassi verificare direttamente nella propria area riservata gli importi versati durante l’anno e, in caso di anomalie significative, contattare subito il fondo pensione per chiarimenti.

Cosa succede se ho versato “troppo” o non posso dedurre?

Se nel corso del 2025 sono stati effettuati versamenti volontari superiori alla soglia annua di 5.164,57 € (nel 2026 è passata a 5.300 €), l’eccedenza non è deducibile dal reddito a meno che non si possa usufruire dell’“extra deducibilità prevista per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 2007.

Se ti trovi in una delle seguenti situazioni:

  • non puoi dedurre ulteriormente oltre la soglia annuale;
  • sei un lavoratore in partita iva in regime agevolato e non sei soggetto all’IRPEF ordinaria ma a un’aliquota ridotta (5% nei primi cinque anni, 15% dal sesto in poi);
  • hai effettuato versamenti volontari a favore dei tuoi figli e preferisci non dedurli per massimizzare il beneficio a loro favore (vedi di seguito);

È importante comunicare al fondo pensione tali importi entro il 31 dicembre 2026, compilando il modulo “Contributi non dedotti o, se disponibile, inserendoli direttamente nell’area riservata del fondo.

Su queste somme non pagherai alcuna imposta al momento dell’erogazione, perché sono importi che non hanno beneficiato della deduzione fiscale e quindi sono già stati tassati in precedenza.

Diverso è il caso dei contributi che hai dedotto dal reddito, ottenendo un risparmio fiscale: su quella parte, proprio perché hai goduto del beneficio, si applicherà la tassazione al momento della prestazione, con aliquote che variano in base alla tipologia di richiesta (pensione complementare, anticipazione, riscatto e così via).

In conclusione

In sintesi, le certificazioni che invieranno i fondi pensione in queste settimane non sono un semplice adempimento formale, ma il passaggio chiave per trasformare i versamenti volontari eseguiti mediante bonifico bancario in un concreto risparmio fiscale. 

Conoscere la differenza tra deduzione e detrazione, comprendere quale aliquota IRPEF massima si applica al proprio reddito e sapere come cambia il beneficio in base alla modalità di versamento consente di evitare errori e di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla previdenza complementare.

Vuoi saperne di più in modo diretto e interattivo? Partecipare alle nostre “Chiacchiere di gruppo”: incontri gratuiti dedicati all’analisi concreta del funzionamento della previdenza complementare in Italia. È uno spazio di confronto aperto, pensato per chiarire dubbi, condividere informazioni aggiornate e aiutarti a compiere scelte più consapevoli, senza alcun impegno o costo.

Allo stesso tempo, è fondamentale verificare con attenzione gli importi certificati, soprattutto in presenza di versamenti effettuati a fine anno, contributi destinati a familiari fiscalmente a carico o somme eccedenti il limite annuo di deducibilità

Una gestione consapevole di questi aspetti permette non solo di ottimizzare la dichiarazione dei redditi 2026, ma anche di pianificare in modo più efficiente il proprio percorso previdenziale nel lungo periodo.

In definitiva, la campagna fiscale non è soltanto una scadenza da rispettare: è l’occasione per fare il punto sui propri versamenti, controllare la documentazione ricevuta e assicurarsi che ogni euro destinato al fondo pensione produca il massimo beneficio, oggi in termini di risparmio fiscale e domani in termini di maggiore integrazione pensionistica.

Link utili e approfondimenti

Condividi su