
Se hai fatto dei versamenti in un fondo pensione e li hai portati in deduzione, potresti aver ricevuto una piacevole sorpresa nella busta paga di giugno o di luglio.
Si tratta del conguaglio IRPEF/del rimborso 730.
Attenzione: la deduzione del fondo pensione non genera automaticamente un rimborso.
Vediamo perché, quando arrivano i soldi, e che cosa devi controllare nella dichiarazione dei redditi.
Il rimborso non arriva dal fondo pensione
Iniziamo da una precisazione importante: non è il fondo pensione a restituirti una parte dei versamenti che hai fatto, ma lo Stato che ti restituisce le tasse che hai già pagato su quei soldi.
I contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF. Questo significa che vengono sottratti dal reddito sul quale vengono calcolate le imposte che devi pagare ogni anno.
Sia che tu sia un lavoratore, dipendente o autonomo in regime ordinario, sia che tu sia in pensione, se versi dei soldi in un fondo pensione hai diritto a questo beneficio fiscale e per ottenerlo dovrai indicare della dichiarazione dei redditi i versamenti che hai fatto.
Se, grazie alla deduzione, risulta che durante l’anno hai pagato più IRPEF del necessario, dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito a tuo favore. Questo credito può essere:
- rimborsato in busta paga o nel cedolino della pensione;
- accreditato dall’Agenzia delle Entrate;
- utilizzato per compensare altre imposte.
Quindi, quello che comunemente chiamiamo “rimborso della deduzione del fondo pensione” è in realtà il risultato del conguaglio fiscale complessivo della tua dichiarazione.
Se dal conguaglio non emerge un credito, non riceverai necessariamente un accredito, anche se i contributi sono stati correttamente dedotti.
Come funziona la deduzione del fondo pensione
Quando versi dei contributi in un fondo pensione, ottieni un abbattimento del tuo imponibile IRPEF e lo Stato non ti chiederà di pagare le tasse sui soldi che hai versato nel fondo pensione.
Immaginiamo che tu abbia un reddito imponibile di 30.000 € e che abbia versato 2.000 € nel fondo pensione.
Grazie alla deduzione, l’IRPEF sarà calcolata su 28.000 € anziché su 30.000 €.
Quali aliquote bisogna usare nel 730/2026?
Il 730 presentato nel 2026 riguarda i redditi percepiti e i versamenti effettuati nel 2025.
Per calcolare il risparmio generato dai contributi versati nel 2025 bisogna, quindi, utilizzare le aliquote IRPEF valide nel 2025:

- 23% sulla parte di reddito fino a 28.000 €;
- 35% sulla parte compresa tra 28.001 e 50.000 €;
- 43% sulla parte superiore a 50.000 €.
Dal 2026 l’aliquota intermedia è stata ridotta dal 35% al 33%. Questa nuova percentuale si applica ai redditi del 2026 e sarà quindi rilevante, per i versamenti effettuati al fondo nel 2026, e inseriti nella dichiarazione presentata nel 2027.
Un esempio di calcolo
Se nel 2025 hai avuto un reddito imponibile di 29.000 € e hai versato direttamente 2.000 € nel fondo pensione:
- i primi 1.000 € di deduzione abbattono la parte di reddito soggetta al 35% (scaglione da 28.001 € a 50.000 €);
- gli altri 1.000 € abbattono la parte soggetta al 23% (scaglione da 0 € a 28.000 €).
Considerando soltanto l’IRPEF, il risparmio fiscale teorico è quindi:
350 € + 230 € = 580 €.
Attenzione! Il risultato effettivo della dichiarazione può essere diverso perché il conguaglio tiene conto anche delle ritenute già applicate, delle detrazioni, degli altri oneri deducibili e delle addizionali.

Quanto si può dedurre dal fondo pensione?
Il limite dipende dall’anno in cui sono stati effettuati i versamenti:

Se sei un lavoratore dipendente devi sapere che il limite comprende complessivamente:
- i contributi versati personalmente (da tuo conto corrente);
- i contributi trattenuti dalla busta paga;
- il contributo versato dal datore di lavoro;
- gli eventuali contributi versati per familiari fiscalmente a carico, alle condizioni previste.
Il TFR conferito al fondo pensione, invece, non è deducibile e non consuma il limite annuale.
Ricorda che il limite è unico anche se possiedi più fondi pensione. In altre parole il plafond di 5.164,57 € (da quest’anno 5.300€) vale per soggetto pagante, non per singolo fondo pensione.
Come si ottiene la deduzione del fondo pensione?
La modalità cambia a seconda di come hai effettuato il versamento.
Versamenti effettuati tramite la busta paga
Se i contributi sono stati trattenuti direttamente dalla tua busta paga, la deduzione è stata già ottenuta durante l’anno. Questo vale sia per il tuo contributo che per il contributo a carico del tuo datore di lavoro, che noi di Ciao Elsa chiamiamo “soldi gratis”.
In questo caso hai già ottenuto il vantaggio fiscale in occasione di ogni versamento, pagando un po' meno IRPEF in ogni busta paga. Non devi quindi aspettarti un rimborso sullo stesso importo con il 730.
I contributi già dedotti risultano nella Certificazione Unica e nella dichiarazione precompilata alla voce “contributi dedotti dal sostituto”.

Anche il contributo del datore di lavoro partecipa al limite annuale, mentre il TFR rimane escluso.

Versamenti effettuati dal proprio conto corrente
Se hai effettuato bonifici, addebiti diretti o altri versamenti personali al fondo, la deduzione non è automatica come per la trattenuta in busta paga e per ottenerla dovrai indicare i versamenti nella dichiarazione dei redditi
In questo caso devi controllare che i contributi siano presenti nella dichiarazione precompilata e che siano indicati come importi non già dedotti dal sostituto d’imposta.
Nel modello 730 i contributi alla previdenza complementare si trovano nei righi da E27 a E30. Per la deducibilità ordinaria il riferimento è generalmente il rigo E27, nel quale vengono distinti:
- i contributi già dedotti dal sostituto d’imposta (trattenuta in busta paga e contributo datoriale);
- i contributi non dedotti dal sostituto, per i quali si richiede il beneficio con la dichiarazione.
Attenzione! Non bisogna inserire nuovamente tra i contributi da dedurre quelli per i quali il datore di lavoro ha già applicato il beneficio.
Consiglio: per essere sicuro di indicare precisamente gli importi, conserva sempre la certificazione rilasciata dal fondo e le ricevute dei versamenti.
Quando arriva il rimborso 730 ai lavoratori dipendenti e ai pensionati?
Se dal 730 emerge un credito e hai indicato il datore di lavoro o il tuo ente pensionistico come sostituto d’imposta, il rimborso viene accreditato direttamente in busta paga o nel cedolino di pensione, di solito, del primo o del secondo mese successivo alla dichiarazione.

I tempi dipendono dalla data in cui hai presentato la dichiarazione e da quando il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione.
Vediamoli insieme:

Le date sono indicative perché il rimborso può slittare in presenza di controlli, ritardi nella trasmissione o problemi con il sostituto d’imposta.
Presentare il 730 prima non aumenta l’importo del rimborso, ma può aiutarti a riceverlo prima.
Cosa succede se presenti il 730 senza sostituto d’imposta?
È possibile presentare il 730 senza indicare un datore di lavoro o un ente pensionistico incaricato del conguaglio.
In questo caso, se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
L’accredito avviene prioritariamente tramite bonifico sul conto corrente comunicato all’Agenzia. Inserire preventivamente il tuo IBAN può rendere più semplice l’erogazione.
I tempi sono generalmente più lunghi rispetto al rimborso effettuato dal datore di lavoro, infatti le erogazioni dei 730 senza sostituto iniziano spesso da dicembre e possono proseguire nei mesi successivi.
Come funziona per i lavoratori autonomi?
Se sei un lavoratore autonomo e presenti il modello Redditi Persone Fisiche, devi indicare i contributi deducibili nel quadro dedicato agli oneri e alle spese (rigo RP27 alla voce “Non dedotti dal sostituto”).

Quando compili la dichiarazione avrai anche la possibilità di scegliere come vuoi che ti venga restituito l’eventuale credito di imposta.
Se dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF, nel quadro RX puoi scegliere se:
- chiederne il rimborso;
- utilizzarlo in compensazione per un altro tributo o contributo (ad esempio INPS) tramite modello F24;
- riportarlo per ridurre le imposte dovute nei periodi successivi: usi il credito IRPEF relativo all’anno 2025 per avere uno "sconto" sull’IRPEF per il 2026.
È anche possibile dividere il credito, chiedendo una parte a rimborso e utilizzando la parte restante in compensazione.
Potrai indicare la tua scelta all’interno del quadro RX della dichiarazione dei redditi e se hai scelto il rimborso diretto, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà le tasse già pagate una volta effettuati i controlli necessari.

I tempi per la restituzione del credito variano generalmente tra i 12 e i 24 mesi dalla dichiarazione, perciò spesso i lavoratori autonomi preferiscono utilizzare il credito d’imposta per compensare altri tributi. In questo caso il credito potrà essere utilizzato immediatamente, di norma a partire dal giorno successivo la dichiarazione.
La compensazione è spesso più rapida da utilizzare rispetto alla richiesta di rimborso, i cui tempi dipendono dalle procedure e dai controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Perché il rimborso potrebbe non arrivare?
Non vedere un accredito in busta paga non significa necessariamente che la deduzione sia andata persa.
Le ragioni più comuni sono:
- La deduzione è già stata applicata durante l’anno.
Succede quando i contributi sono stati trattenuti dalla busta paga. - Dal conguaglio complessivo non emerge un credito.
La deduzione può aver ridotto un debito fiscale senza generare un rimborso. - I versamenti non risultano nella dichiarazione.
È importante controllare la precompilata e confrontarla con la certificazione che il fondo ti ha rilasciato. - Non hai reddito imponibile IRPEF sufficiente.
La deduzione non può essere utilizzata per abbattere l'imponibile di redditi che non sono soggetti all’IRPEF ordinaria.
Il risultato finale del 730 è riportato nel prospetto di liquidazione, il modello 730-3.
Cosa fare se versi più del limite deducibile?
Se versi più del limite annuale, la parte eccedente non beneficia della deduzione ordinaria, salvo eventuali regole speciali applicabili al tuo caso.
Immaginiamo che nel 2026 tu versi complessivamente 6.300 €.
Potrai dedurre, in via ordinaria, fino a 5.300 €. I restanti 1.000 € saranno contributi non dedotti.
Questa somma non viene persa, ma devi comunicarla al fondo pensione entro il 31 dicembre dell’anno successivo al versamento compilando un modulo che vedremo nel prossimo paragrafo.
In questo modo il fondo terrà traccia degli importi che non hai dedotto e non applicherà la tassazione finale (15% - 9%) sulla parte che non aveva beneficiato della deduzione.
In sostanza il ragionamento è questo: se non hai usufruito del beneficio fiscale al momento del versamento hai diritto all’esenzione dalla tassazione finale sugli stessi importi.
I lavoratori in regime forfettario possono ottenere la deduzione?
Il reddito prodotto in regime forfettario non è assoggettato all’IRPEF ordinaria, ma a un’imposta sostitutiva.
Per questo motivo, se hai esclusivamente redditi soggetti al regime forfettario, i versamenti volontari al fondo pensione non ti danno diritto a deduzione e, quindi, non avrai un risparmio fiscale. In questo caso, ricordati di compilare e inviare al tuo fondo il Modulo dei Contributi non Dedotti, così risparmierai tasse quando chiuderai il tuo fondo per pensionamento.
La situazione può essere diversa se, oltre al reddito forfettario, possiedi anche altri redditi soggetti all’IRPEF ordinaria. In questo caso la deduzione potrebbe essere utilizzata nei limiti del reddito imponibile IRPEF disponibile: è opportuno verificarlo con chi prepara la dichiarazione.
In breve: quando e come arriva il rimborso?
Il rimborso collegato alla deduzione del fondo pensione:
- Arriva solo se dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito a tuo favore
- Se sei un lavoratore dipendente o un pensionato:
- Arriva in busta paga o nel cedolino di pensione solo se hai indicato un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)
- Viene pagato dall’Agenzia delle Entrate se presenti il 730 senza sostituto d’imposta.
- Viene erogato solo per i tuoi versamenti volontari e non per le percentuali trattenute dalla busta paga (tua e del tuo datore di lavoro)
- Se sei un lavoratore autonomo in regime ordinario o, in generale, presenti il Modello Redditi Persone Fisiche, potrai:
- Chiedere il rimborso del tuo credito d’imposta direttamente sul conto corrente
- Utilizzarlo per compensare tributi o contributi dell’anno precedente o di quest’anno.
Per capire quanto puoi effettivamente risparmiare bisogna, quindi, considerare non soltanto quanto hai versato, ma anche il tuo reddito imponibile, l’aliquota applicabile, le deduzioni già riconosciute e il risultato complessivo della dichiarazione.
Domande frequenti
Il fondo pensione si deduce o si detrae?
I contributi al fondo pensione sono deducibili. Vengono sottratti dal reddito imponibile prima del calcolo dell’IRPEF. A differenza della detrazione, che viene applicata all'imposta che dovresti pagare e la riduce direttamente, la deduzione riduce il reddito imponibile su cui si calcolano le tasse che devi pagare.
Quanto recupero con il 730?
Dipende dall’importo deducibile e dall’aliquota applicata alla porzione di reddito abbattuta. A parità di versamento, chi ha un’aliquota marginale più alta ottiene generalmente un risparmio fiscale maggiore.
Devo inserire nel 730 i versamenti fatti in busta paga?
Non devi chiedere una seconda deduzione sugli stessi contributi. Gli importi già dedotti dal datore di lavoro risultano nella Certificazione Unica e devono essere distinti da quelli non ancora dedotti.
Il contributo del datore di lavoro rientra nel limite?
Sì. Il contributo del datore di lavoro partecipa al limite complessivo annuale insieme ai contributi del lavoratore.
Il TFR versato nel fondo pensione è deducibile?
No. Il TFR conferito al fondo pensione non è deducibile e non riduce il limite disponibile per i contributi volontari e datoriali.
Quando arriva il rimborso del 730?
Per i dipendenti può arrivare in busta paga da luglio. Per i pensionati generalmente da agosto o settembre. Senza sostituto d’imposta, il rimborso viene effettuato dall’Agenzia delle Entrate e richiede normalmente più tempo.

